KOLBE, MAKSYMILIAN-MARIA. - Scrittore e apostolo mariano, dei Frati Minori Conventuali, n. a. Pabianica, in Polonia, il 6 genn. 1894, m. a. Oświęcim, ivi, il 14 ag. 1941, in fama di santità. Studiò a Roma (1912-19), laureandosi in filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana (1915) e in teologia nella Facoltà teologica di S. Bonaventura presso il Collegio Serafico internazionale dell'Ordine (1919).
Quivi, con il consiglio del suo rettore, p. Stefano Ignudi (v.), il 17 ott. 1917 fondò, insieme con altri sei confratelli, la «Milizia dell'Immacolata» (v.), pia unione di perfetta devozione e di apostolato cattolico-mariano largamente diffusa nel mondo (ca. 2.100.000 ascritti). Sacerdote il 28 apr. 1918, insegnò per qualche anno teologia in Polonia, iniziando nel 1922 il suo fecondo apostolato-stampa, con la rivista Rycerz Niepokalanej («Il cavaliere dell'Immacolata») a Cracovia, poi Grodno (1923) e nel 1927 a Niepokalano (Città dell'Immacolata, a 40 km. da Varsavia).
Nel marzo 1930, con una speciale benedizione di Pio XI, si recò in Giappone fondando presso Nagasaki, nel maggio successivo, la seconda città o «Giardino dell'Immacolata» (Mugenzaia-no-Sono), con il bollettino mariano-missionario in lingua giapponese, molto diffuso, Seibo-no-Kishi. Rimasero in progetto, per difficoltà estrinseche, le analoghe fondazioni missionarie-mariane preparate in Cina, Corea e India. Dal 1936 al 1939 fu di nuovo superiore e direttore a Niepokalano, che nel 1938 accoglieva 762 religiosi conventuali, conosciuta come la più grande comunità religiosa del mondo. Molto noto in Polonia, durante l'ultima guerra fu deportato una prima volta in Germania (19 sett. - 8 dic. 1939) e poi definitivamente il 17 febbr. 1941, percorrendo il suo doloroso calvario dalle carceri di Pawiak in Varsavia al campo di Oświęcim (28 maggio), ove verso la fine di luglio offrì evangelicamente la vita per salvare quella di un padre di famiglia condannato per rappresaglia, con altri nove prigionieri, alla morte di fama nel famoso «bunker» tedesco: la sua cella della morte è oggi meta di pellegrinaggi. Nel 1948 si iniziarono i processi informativi per la beatificazione.

altri nove prigionieri, alla morte di fama nel famoso «bunker» tedesco: la sua cella della morte è oggi meta di pellegrinaggi. Nel 1948 si iniziarono i processi informativi per la beatificazione.