JURIEU, PIERRE

JURIEU, PIERRE. - Controversia protestante, n. il 24 dic. 1637 a Mer (diocesi di Blois), m. a Rotterdam il 11 gen. 1713. Studiò all'Accademia calvinista di Saumur, in Olanda e in Inghilterra, dove ricevette gli Ordini anglicani. Ritornato in patria, successe come ministro a suo padre e fu riordinato secondo il rito calvinista. Divenuto professore di teologia e di ebraico all'Accademia di Sedan, vi rimase finché questa fu chiusa per ordine reale (1682). Rifugiatosi in Olanda, fu subito nominato professore dell'Università di Amsterdam e ministro della Chiesa vellana. Dopo la revoca dell'Editio di Nantes (1685), si prodigò a favore dei correligionari espatriati e rinforzò, con segreta

costante azione, tutti gli odi, che la monarchia francese s'era attirata per la sua politica religiosa.

Uomo di talento, calvinista convinto, talora fanatico, fu per molti decenni l'avversario più agguerrito della dottrina cattolica, che combatté in numerose opere: Examen du livre de la réunion du christianisme (Parigi 1671); dove confuta l'opera anonima di alcuni calvinisti, che propugnavano la riunione di tutti i cristiani in base ai soli articoli del Simbolo apostolico; fa già FONDAMENTALISTI (v.), in seguito calorosamente difesa; Apologie pour la morale des réformes (ivi 1675); controbatte le accuse di Arnauld; Traité de la puissance de l'Eglise (ivi 1677); è un tentativo di attenuare le antinomie del calvinismo, che in teoria accettava la sola autorità della Bibbia e in pratica si sottometteva alle decisioni sinodali; Preservatif contre le changement de religion (ivi 1677); vi confuta l'opera del Bossuet, L'exposition de la doctrine de l'Eglise catholique sur les matières de controverse: menre questi aveva sottolineato i punti di contatto delle due confessioni per facilitare il ritorno dei calvinisti, J. mira ad ingrandirne l'opposizione; l'opera non valse ad arrestare il celebre ritmo delle conversioni, che, cominciate con quella del Turenne (1668), riconducono alla Chiesa eminenti personalità. Mortificato per questi successi del cattolicesimo, pubblicò, anonimi, una serie di opuscoli, cui tentò spiegare tutto con la coazione legale. Scrisse inoltre: Examen de l'Eucharistie de l'Eglise romaine (Amsterdam 1682); è la risposta alla 2a ed. della classica opera di Arnauld e Nicole, Perpetuité de la foi touchant l'Eucharistie. Poco dopo scrisse due libelli diffamatori contro l'Arnauld, in cui la sua insofferenza religiosa oltrepassò ogni limite. Nel 1683 pubblicò 4 volumi sulla storia del calvinismo, l'utensile e papismo, in risposta agli attacchi di Maimbourg. Altri scritti: Vray système de l'Eglise (ivi 1686); Traité de l'unité de l'Eglise et des points fondamentaux (ivi 1688); ribatte il Nicole, rifacendosi ai principi svolti nell'opera analoga del 1677. Dopo il 1688 fu impegnato nella confutazione della celebre opera del Bossuet, Histoire des variations: le sue Lettres pastorales, che scrisse allo scopo, ebbero straordinario successo in Francia, ma non neutralizzarono il benefico effetto dell'opera combattuta. Negli ultimi scritti si immischiò nella controversia quietistica e cercò di farsi sentire ancora in patria, ma l'ora sua era fissata e morì, come attesta un contemporaneo, nell'abbattimento.

Bibl.: A. Rebellaia, Bossuet historien du protestantisme, Parigi 1891, passim; L. Crouslé, Bossuet et le protestantisme, 1901, passim; R. Lureau, Les idées politiques de J., Bordeaux 1904; I. Dedieu, Le rôle politique des protestants français, Parigi 1921; A. Humbert, s. V. in DTHC, VIII, coll. 1996-2001; J. Vie-ner, Histoire de la Réforme française de l'Edit de Nantes à sa réconcilation, Parigi 1926, passim; C. Kaeppler-Vielzeuf, Bibl. chronologique des oeuvres de J., in Bull. de la Soc. de l'hist. du protestantisme français, ivi 1935, pp. 391-440; R. Struman, La perpétuité de la foi dans la controverse Bossuet-Jurieu (1686-97), in Rev. d'hist. ecclés., 37 (1941), pp. 145-89.