JUNG-STILLING, JOHANN HEINRICH. - Pietista, n. a Grund (Hilchenbach) il 12 sett. 1740, m. a Karlsruhe il 2 apr. 1817. Nel 1787 era professore di scienze economiche e amministrative alla Università di Marburgo. Goethe lo rese celebre pubblicando a sua insaputa nel 1777 la prima parte di Heinrich Stillings Jugend; in questa e nelle altre molteplici sue opere (Sämtliche Werke, 12 voll., Stoccarda 1841-42) J.-S. è tra i più suggestivi seguaci del pietismo, nel quale peraltro rifluisce l'eredità dell'« abbandono » del quietismo seicentesco.
La sua vita e i suoi scritti sono penetrati da una profonda religiosità che scorge in ogni minima cosa il diretto e assiduo intervento della Provvidenza, da una « nostalgia per il cielo » che colora ogni atto della vita, da un notevole gusto per l'esoterico: « chi viene aggredito con misteri, si deve difendere con misteri ». J.-S. fu antilluminista convinto e antigiacobino: vedeva nei principi dell'89 l'inizio di un'era scristianizzatrice.