K A'BAH. - Edificio di pietra grigia, collocato nel mezzo del recinto sacro della Mecca, avente forma di cubo (k. = « dado »). Due muri sono lunghi 12 m., gli altri due ca. 10; altezza 15 m. Una porta si apre nel muro nord-est. L'edificio poggia su una base di marmo alta 25 cm. e sporgente in fuori 30 cm.
All'interno si trovano tre colonne di legno, a sostegno del tetto. Nell'angolo est, a m. 1,50 da terra, è fissata una pietra nera di lava o basalto, misurante ca. 30 cm. di diametro. I muri della k. sono rivestiti di un drappo di broccato nero (kiswah), con iscrizioni ricamate in argento ed oro; esso viene sostituito durante il pellegrinaggio annuale con un drappo bianco, che scende fino a 2 m. dal suolo.
Edificio di culto pagano prima dell'islam, vi erano venerati molti altri idoli e feticci. Nell'anno 2 dell'egira, Maometto (v.) adattò la venerazione della k. all'islam, dichiarandola il primo santuario eretto da Abramo ed Ismaele (Corano, 2, 121) ed ordinando di rivolgersi verso di essa nella preghiera (ibid., 2, 139). Alla conquista della Mecca (anno 8 dell'egira), la purificò dagli idoli e feticci, eccetto la pietra nera.
La k., come gli edifici circostanti, è al centro del rito del pellegrinaggio (v. ISLAM).