Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

K'ANGHSI

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Noto anche come: inglese: Kangxi Emperor, K'ang-hsi, Kang-hsi, Kangxi

K'ANGHSI. - Grafia inglese di un termine (in italiano « Ccamsci ») che indica il periodo 1661-1722, durante il quale regnò il secondo imperatore della dinastia mancese; in pratica vien preso per il nome stesso di questo imperatore (4 maggio 1654-20 dic. 1722), il più grande che la Cina abbia mai avuto.

Salito al trono a 7 anni, a 13 si dichiara maggiorenne e, abolendo il Consiglio di reggenza, prende in mano le redini del governo. Durante otto anni

(1673-81) egli sottomette quattro grandi generali che si erano resi più o meno indipendenti nelle province del sud-est, del sud e del sud-ovest. Nel 1683 ricongiunge Formosa alla Cina. Il 7 sett. 1689 egli regola con Pietro il Grande difficoltà di frontiere sull'Amur con il Trattato di Nercinsk, primo trattato internazionale della Cina, al quale erano presenti da parte cinese due missionari gesuiti, in qualità di interpreti e praticamente di negoziatori. Verso il nord-ovest, nella Mongolia esterna di oggi, sconfigge gli Eleuti nel 1690 e nel 1697; e per mezzo di un suo figlio, nel 1719-20 annette alla Cina il Kukunor e il Tibet.

K. fu alto mecenate delle lettere, delle scienze e delle arti. Egli si circondò di uomini dotti, architetti, meccanici, pittori ed artisti. Sotto di lui furono pubblicati tre grandi dizionari, di soggetti (1710), di frasi (1713) e di caratteri (1716); quest'ultimo porta il suo nome. Parecchi di questi dotti e artisti erano gesuiti; p. es., F. Verbiest, J. F. Girbillon, J. Bouvet, che gli insegnarono le matematiche e le scienze applicate. Più di una volta fu guarito dagli infermieri gesuiti, che gli fecero anche sperimentare l'efficacia del chinino, allora di recente (1639) importato in Europa dall'America. Recandosi in Manciuria d'estate, spesso si fece accompagnare dai gesuiti, otto volte dal Gerbillon, due dal Verbiest e due da F. Grimaldi. Questi nel 1686 fu mandato da K. in missione speciale presso Pietro il Grande. Cinque altri gesuiti furono mandati a Roma dal Papa rispettivamente negli aa. 1706, 1708 e 1721. Egli incaricò pure una diecina di gesuiti di tracciare per la prima volta la carta scientifica di tutto l'Impero, ciò che essi fecero nel breve spazio di meno di dieci anni (1708-16); la prima (1717) e la seconda edizione (1719) comprendevano 28 carte; la terza (1721) e la quarta (1943) ne contengono 32.

Tutto questo grande favore autorizzava le più belle speranze anche sotto l'aspetto cristiano. Fin dal 1671, pregatone dal Verbiest, egli richiamò i missionari esiliati dai reggenti. Grato dell'opera efficace dei pp. Gerbillon e A. Pereira al Trattato di Nercinsk, e già scosso dalla lettura del Salido trattato su Dio del Ricci, il 22 marzo 1692 promulgò il decreto di libertà religiosa nel suo Impero. Più tardi scrisse di suo pugno quattro celebri iscrizioni inneggianti al Dio dei cristiani, di cui fece regalo alle chiese dei Gesuiti a Pechino. Un momento i missionari pensarono che lo stesso K. stesse sul punto di farsi cristiano, ciò che, umanamente parlando, avrebbe condotto alla conversione di tutta la Cina e dei paesi limitrofi nel giro di poche generazioni. Ma la dolorosa questione dei riti cinesi (v.), culminata nell'arrivo a Pechino di due legati pontifici nel 1705-1707 e nel 1720, irritò il potente monarca e lo allontanò sempre più dalla religione cristiana.

Bibliografia6 opere
BIBL.: J. Bouvet, Portrait historique de l'Empereur de la Chine, Parigi 1697; H. Cordier, Bibliotheca Sinica, ivi 1904, coll. 634-39; L. Pfister, Notices biographiques et bibliographiques sur les Jeunes de l'unieuse mission de Chine, Sciangai 1932-34, p. 1044; C. W. Allan, Jesuits at the court of Peking, ivi [1935], pp. 176-93, 200-54; A. W. Hummer, Eminent Chinese of the Ch'ing period, Washington 1943, pp. 327-31; W. Fuchs, Der Jesuitenstlas der K'anghsi-Zeit, Pechino 1943.

Pasquale M. D'Elia

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Di Pasquale D'Elia

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 636–637.

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D'Elia, Pasquale. “K'Anghsi.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 636–637. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/k-anghsi.

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D'Elia, Pasquale. “K'Anghsi.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 636–637. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/k-anghsi.

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