KEYSERLING, HERMANN, conte. - Filosofo, n. a Koenno (Livonia) il 20 luglio 1880, m. a Innsbruck il 26 apr. 1946. Studiò scienze naturali e chimica e si laureò in filosofia (1902). Nel 1911-12 intraprese viaggi in tutte le parti del mondo. Espulso dai bolscevichi dall'Estonia si recò a Darmstadt, donde, perseguitato dai nazisti, si ritirò a Innsbruck.
Il suo pensiero, che subisce influssi di I. Kant. F. G. Schelling, G. Dilthey, G. Simmel, E. Bergson, H. St. Chamberlain, è un fondamentale irrazionalismo unito a una concezione pragmatista del pensiero e della verità. K. divenne noto per il suo libro: Das Reisetagebuch eines Philosophen (Monaco 1919; 8a ed. Darmstadt 1932), in cui intende formulare una saggezza pratica, che nobiliti la vita umana risolvendo i problemi. Condanna il mondo occidentale, che vuole fecondare con la cultura orientale, specialmente indiana, accetta una teosofia critica e valorizza l'etica sopra il pensiero teorico. Scrisse di sé: caratteristica della mia dottrina è che «essa rinnova tutte le questioni, partendo non dall'uomo astratto ma dall'anima del vivente» (prefazione di Menschen als Sinnbilder, Darmstadt 1925). Per realizzare le sue idee fondò a Darmstadt una «Schule der Weisheit», cui invitò il poeta indiano Rabindranath Tagore. In essa intendeva formare alla sapienza, più che alla scienza, con conferenze, discussioni, vita in comune, lettura e meditazione. Organo della scuola era Der Weg zur Vollendung.
Altre opere principali: Das Gefüge der Welt. Versuch einer kritischen Philosophie (Monaco 1906; 3a ed. Darmstadt 1922); Unterbichlkeit (Monaco 1910; 3a ed. Darmstadt 1920); Prolegomena zur Naturphilosophie (Monaco 1910); Philosophie als Kunst (Darmstadt 1920); Schöpfische Erkenntnis (ivi 1922); Politik, Wirtschaft, Weisheit (ivi 1922); Rhebuch (ivi 1925); Wiedergeburt (ivi 1927); Das Spektrum Europas (ivi 1927); Amerika (ivi 1930); Südamerik. Meditationen (ivi 1932).