KRSNA. - Prima di essere identificato con il dio Višnu e innalzato agli onori del culto, K. fu un valoroso principe della stirpe dei Višni, che avendo tolto a Kamsa, tiranno di Mathurā, il regno e la vita, divenne il capo e l'eroe nazionale degli Yādava. Da parte di padre, era cugino dei Paṇḍuidi, con i quali lo si trova alleato nella grande battaglia, descritta nel *Mahābhārata* che finisce con la sconfitta dei Kuruidi.
Ma K. non fa sempre bella figura nel poema epico. Eroe nell'ora della battaglia, non ha troppi scrupoli nella scelta dei mezzi quando si tratta di ottenere un successo. È lui che induce Arjuna a far cenno a Bhima di rompere le cosce a Duryodhana con il colpo di clava vietato ai duellanti dalle regole cavalleresche, e la sua condotta non è sempre degna del dio fatto uomo, che nella *Bhagavadgītā* (v.) impartisce ad Arjuna così alti ammaestramenti. Per la complessa figura del dio, derivata dalla fusione di varie divinità, V. INDUISMO. Qui si fa cenno soltanto degli elementi costitutivi della leggenda di K., nella forma in cui fu tramandata dal *Harivamā* o «Geología di Hari (Višnu)», appendice del *Mahābhārata*, non più antica del III sec. d. C.
KRSNA - KRUMBACHER KARL
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stringere la « santa alleanza » contro Napoleone. Campo della sua predicazione profetica furono la Germania e la Svizzera, ma da qui fu espulsa nel 1817; tornata in Germania, fu nuovamente messa al bando l'anno seguente, andando a riparare, ospite del principe di Galitzin, in Crimea ove morì. Di lei si hanno alcune composizioni poetiche, un romanzo autobiografico (Valérie, 1803), di sapore wertheriano, ed un piccolo scritto di esaltata ispirazione (Camp de vertus), pubblicato postumo nel 1841.