KRÜDENER, BARBARA JULIANA von. - Donna politica, predicatrice religiosa e scrittrice, n. a Riga il 21 nov. 1764 e m. a Karasubazar in Crimea il 24 dic. 1824. Orientatasi ad un pietismo mistico nel 1804, sotto l'influsso della dottrina dei «fratelli moravi» e degli scritti di Zindendorf, si lasciò trascinare in seguito nella corrente svedenborghiana di J. H. Jung-Schilling, del pastore F. Fontaine e della veggente Maria Gottlieb Kummer che ne fece una visionaria, per cui, credendosi chiamata a predicare una nuova religione in Europa, cominciò con il condannare, senza esclusione, tutte le confessioni cristiane del tempo.
Ricevuta ad Heilbronn nel 1815 dall'imperatore Alessandro I, riuscì ad avere grande ascendente su di lui, onde non può sembrare del tutto infondata la supposizione che vuole essere stata la K. ad indurre lo Zar a
stringere la «santa alleanza» contro Napoleone. Campo della sua predicazione profetica furono la Germania e la Svizzera, ma da qui fu espulsa nel 1817; tornata in Germania, fu nuovamente messa al bando l'anno seguente, andando a riparare, ospite del principe di Galitzin, in Crimea ove morì. Di lei si hanno alcune composizioni poetiche, un romanzo autobiografico (Valérie, 1803), di sapore wertheriano, ed un piccolo scritto di esaltata ispirazione (Camp de vertus), pubblicato postumo nel 1841.