LA BRUYÈRE, JEAN

LA BRUYÈRE, JEAN. - Scrittore francese, n. a Parigi il 16 ag. 1645, m. a Versailles l'11 maggio 1696. Di famiglia della piccola borghesia, acquistò nel 1673 un ufficio finanziario di Caen, che gli permise di rimanere nell'ozio studioso a lui caro. Entrò quindi, presentato da Bossuet, nella casa del Gran Condé, prima come precettore e poi come gentiluozo del duc. Les Caractères de Théophraste, traduits du grec, avec les Caractères ou les moeurs de ce siècle, da lui pubblicati nel 1688, gli procurarono una vasta quanto improvvisa celebrità, aprendogli le porte dell'Accademia (1693).

Il genere mondano del portrait già era largamente fiorito nella società colta che si raccoglieva intorno alla Grande Mademoiselle, la duchesse di Montpensier (1627-93), alla pari di quello della maxime, coltivato dai frequentatori della marchesa di Sable, LA ROCHEFOUCAULD, FRANÇOIS DE (v.). Sotto la penna del La B. l'uno e l'altro genere paiono rinnovarsi ed allargarsi, si completano e si illustrano a vicenda in un superiore equilibrio fra la troppo amara e quasi astratta concisione della massima quale era stata foggiata dal duc di La Rochefoucauld e la prolissità dei ritratti messi in voga dal preziosismo. Un gusto più concreto ed umano per la satira, per la vita quotidiana, per le verità spicciole (ed il primo grande successo dei Caractères fu di scandalo, come di libro a chiave) riporta la sua visione del mondo ad un pessimismo meno tragico, pur se ugualmente consapevole della meschinità dell'uomo e del suo agitarsi mondano; gli suggerisce la saggezza, il ripiegarsi su sé medesimo, il gusto della meditazione del cristiano e dell'uomo di cultura aperto alle correnti nuove ed alle esigenze del suo tempo. Già si sentono, in lui, e l'autentico letterato e la vivacità settecentesca.

Ai Caractères, rinnovati ed aumentati da 418 a ca. 1120 attraverso otto edizioni, fra il 1688 ed il 1693, La B. non aggiunse altre opere. Nove Dialogues sur le judéisme, rimaneggiati e pubblicati postumi dall'Ellies du Pin (1698), non attestano però soltanto la parte da lui presa alla polemica antiquietista dell'amico Bossuet, fra l'95 e il'96, ma anche le sue doti di polemista.

BIBL.: Ed. completa delle opere a cura di G. Servois, 4ª ed., Parigi 1920. Studi: E. Allaire, La B. dans la maison de Condé, 1886; M. Pellisson, La B., ivi 1892; F. A. de Benedetti, Il pessimismo nel La B., Torino 1900; M. Lange, La B. critique des conditions et des institutions sociales, Parigi 1909; V. Lugli, La B., Genova 1935; G. Michant, La B., Parigi 1937; R. Jasinski, Influence sur La B., estratto da Revue d'histoire de la philosophie et d'histoire générale de la civilisation, 1942. Enzo Bottasso