L'ANDENBERG, HUGO von. - Vescovo, n. nel 1457 nel castello di Hegi presso Winterthur (Svizzera), m. a Meersburg nel 1532. Fra il 1477 ed il 1480 fu canonico e decano di S. Bartolomeo in Friesach (Carinzia); nel 1482 divenne familiario del Ponte-fice e priore di Trento; coprì la stessa carica nel 1484 ad Erfurt, dove poté anche studiare. Nel 1487 fu contemporaneamente canonico della chiesa di Costanza, Basilea e Coira; nel 1492 protonotario apostolico e decano del Capitolo di Costanza; il 7 maggio 1496 fu eletto, con voto unanime, vescovo della città; fu ordinato prete il 18 luglio e verso la fine del mese fu confermato dal Papa; fu consacrato vescovo nella seconda metà di dic.
LANCIANO, ARCIDIOCESI di - Croce in argento. Opera di Nicola di Guardiagrele (1422) - Lanciano, chiesa di S. Maria Maggiore.
La elevò a sede vescovile. Alla reazione da parte degli ar-civescovi di Chieti si oppose vigorosamente il primo ve-scovo Angelo Maccafani. Nel 1526 Clemente VII elevò a metropolitana la chiesa teatrina, rendendo suffraganeo il vescovo di L. La lotta continuò serrata. Non bastò che il secondo vescovo fosse il card. Egidio Canisio da Vi-terbo, morto appena 8 mesi dopo; L. reclamò l'indipen-denza e riuscì a ottenerla nel 1562, col suo dotto vescovo Leonardo Marini, domenicano genovese che, protetto da Filippo II di Spagna, ottenne da Pio IV la dignità arcivescovile, pur senza suffragane. Si troncarono così tutte le contestazioni e la pace tornò a regnare tra le due città. Tra i presuli successivi non mancarono figure elette per virtù e dottrina, tra cui, degni di menzione, fra' Antonio di S. Michele dei Minori, delegato nella Spagna durante la guerra contro i Turchi, e il munifico fra' Francesco Romezio, carmelitano spagnolo. Nel 1818 Pio VII pos-presse la diocesi di Ortona e la unì a L., ma successiva-mente Gregorio XVI, il 15 febbr. 1834, ne ripristinò la sede, assegnandone tuttavia l'amministrazione all'ar-civescovo di L., che prende il titolo di L. e Ortona.
La Cattedrale è dedicata a Maria S. Ma Assunta in cielo. Dal 1834 l'arcivescovo di L. fu nominato ammistra-tore perpetuo di Ortona, unita a L. dal 24 nov. 1945.
Monumenti. - Il gotico ha lasciato larga impronta nelle chiese di L. La Cattedrale, iniziata nel 1389, non serba quasi più niente dell'antico sotto le forme neo-classiche che ebbe nei restauri del 1785-88; incompiuta la facciata, barocco il campanile, neoclassico l'interno ad unica navata. Più integra invece è la chiesa di S. Maria Maggiore (1227) nonostante i rifacimenti dei secc. XIV e XVI. La parte migliore è la facciata con i due portali sormontati da rosoni, dei quali pregevoli il sinistro (opera di F. Perrini, risalente al 1317), per lo sguancio a forti rilievi entro un timpano triangolare e le sculture di ottima fattura. Due delle tre navate interne hanno vestigia di

Nel 1488 nacque ad Esslingen la Lega sveva allo scopo di mantenere l'ordine nell'Impero. La Lega manifestò ovviamente una propensione a favore dell'imperatore Massimiliano I, contro gli Svizzeri che non intendevano sottoporsi alla giurisdizione del tribunale dell'Impero. H. von L., quando scoppiò la guerra sveva fra gli Svizzeri e la Lega, parteggiò per questa, ottenendo dall'Imperatore di essere spesso suo delegato nelle diete federali. Rigido e probo, lavorò alacremente per giungere a riformare l'episcopato; effettuò scrupolose visite in conventi dal 1497 al 1522. Ma per la sua debolezza e la sua bontà non seppe opporsi agli avversari dello Chiesa, in specie al Zwingli, cui agli inizi aveva dimostrato benevolenza. H. von L. non poté imporsi nemmeno nella sua sede vescovile e si rifugiò a Meersburg nel 1526; il 7 genn. 1529 rinunciò a dirigere il vescovado, di cui rispose però l'amministrazione nel 1531.
BML: G. J. Glatz, in Freiburger Diözesan-Archiv, 1875, pp. 101-40; Mitteilungen z. Gesch. Zwinglis u. der Reform, I, pp. 185-91; IV, pp. 315-17; A. Williburger, Die Konstante Bischöfe (Studien u. Texte, 34-35), pp. 1-136. Luciano Gulli