**L'HOSPITAL, MICHEL de.** - Uomo di Stato, nel castello La Roche presso Aigueperse nel 1503, ma nel castello di Bellévat presso Etamps il 13 marzo 1533. Studiò diritto a Padova; ritornato in Francia (1533), entrò nell'ordine degli avvocati a Parigi. Nel 1547 fu mandato dal cancelliere Olivier al Concilio di Trento quale inviato del re Enrico II.
Oltre a varie altre cariche, fu promosso dal Re a sopraintendente delle finanze ed il 6 febbr. 1554 a primo presidente della Corte dei conti. Divenuto nel 1560 cancelliere del re Carlo IX, si fece tra l'altro propugnatore della libertà di coscienza, promosse la pubblicazione nel 1562 del decreto di tolleranza in favore degli ognotti ed impedì la promulgazione dei decreti del Concilio di Trento.
È difficile precisare la linea personale di governo e di idee direttive di M. de l'H. Comunemente negli storici francesi passa per un personaggio leggendario, incarnazione del buon senso, della saggezza politica, della tolleranza reciproca; ma forse è più esatto dire che fu un interprete abile e prudente della politica de bascule di Caterina de' Medici, mettendo, come essa, in primo piano nelle sue azioni l'interesse di Stato. Servì la Regina nei suoi progetti intesi a neutralizzare a profitto del potere monarchico i due partiti in lotta tra loro: gli ognotti ed i cattolici. Tale si mostrò nella convocazione degli Stati Generali ad Orléans (dic. 1560), che portarono alla proclamazione della reggenza di Caterina, nell'ordinanza diretta di Orléans (1561), saggio piano di riforme, ma unilateralmente nel piano ecclesiastico e nell'inutile conferenza di Poissy (ag. 1561) tra teologi cattolici e protestanti. Si rifiutò di far inserire nel bollario la sentenza di scomunica di papa Paolo IV contro la regina di Navarra. A poco a poco perdette la fiducia di Caterina de' Medici.
Dal 1568, dopo la terza guerra civile, gli venne tolta l'amministrazione del suo ufficio ed il 6 febbr. 1573 ne dava dimesso. Nonostante quanto si è detto della sua condotta qualche volta ostile a Roma, rimase sempre cattolico, sebbene la sua famiglia passasse al protestantesimo.
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