LA BATTAGLIA NAVALE DI L. - Selim II, successo al padre Solimano (m. nel 1566) quale gran saltano di Costantinopoli, mostrò subito il proposito di impadronirsi di Cipro, nonostante il Trattato di pace stretto con Venezia che ne era signora. Venezia si preparò alla lotta e chiese aiuto al papa Pio V ed ai sovrani cristiani. Ma Filippo II re di Spagna e signore anche del ducato di Milano, dei Regni di Napoli e Sicilia e della Sardegna, geloso del predominio veneziano in Levante, avrebbe desiderato l'umiliazione della Repubblica, e pur promettendo il suo aiuto deliberatamente tirava in lungo ogni provvedimento. Intanto il Turco sbarcava a Cipro nel luglio 1570; il 9 sett. si impadroniva di Nicosia ed il 4 ag. 1571, dopo
(fot. Alinari) LEPANTO - Don Giovanni d'Austria prende il comando per la battaglia di L. Bassorilievo di N. Cordier (ca. 1605). Particolare del monumento a Pio V. Roma, basilica di S. Maria Maggiore.lungo assedio, anche di Famagosta: così tutta l'isola era perduta per la cristianità. Soltanto il 25 maggio 1571 veniva sottoscritta a Roma la lega tra il Papa, la Spagna e Venezia, per cui capo della flotta comune fu designato don Giovanni d'Austria, fratello di Filippo II; Sebastiano Venier ebbe il comando delle navi veneziane, Marco Antonio Colonna quello delle navi pontificie col grado di luogotenente di don Giovanni. La flotta si trovò pronta a Messina solo sulla fine d'ag., e toccato Corfù s'inoltrò nel golfo di L. Delle 208 galere più sei galeazze, solo quattordici erano spagnole, tutte le altre italiane, armate con denaro italiano; dei 34.000 combatenti solo 5000 erano spagnoli; lo scontro avvenne davanti a L. il 7 ott.; la flotta turca era comandata da Ali Pascià, al fianco destro stava Mehmet Scirocco, alla sinistra Lucciall re d'Algeri; la flotta cristiana era comandata da Giovanni d'Austria, al fianco sinistro era Agostino Barbarigo, al destro Gian Andrea Doria; la lotta fu asperrima al centro ed al lato sinistro cristiano; al destro la condotta del Doria che si tenne al largo fu variamente giudicata; tuttavia egli tenne impegnato Lucciall. La decisiva giornata terminò con la vittoria cristiana conquistata però a caro prezzo, salvò Venezia e l'Italia da mali maggiori, ma non l'Oriente, perché la potenza navale turca fu profondamente ferita ma non debellata. Venezia fu costretta a chiedere la pace al Turco, mentre Filippo II tentava invano un'impresa contro Tunisi.
La vittoria di L. divenne popolare: l'essere avvenuta nel giorno in cui le Confraternite del Rosario facevano speciali preghiere legò la vittoria con quella devozione; i Veneziani in particolari ne ringraziarono s. Giustina, la cui festa cadeva in quel giorno.
BIBL.: L. Serrano, La liga de L., 2 voll., Madrid 1918-20; A. Dragonetti de Torres, La lega di L., Torino 1931; A. Salimei, Gli italiani a L., Roma 1931; G. A. Quarti, La guerra contro il Turco in Cipro e a L., Venezia 1935; G. Castellani, L'assistenza religiosa nell'armata di L., in Civ. Catt., 1936, IV, pp. 470-81; 1937, I, pp. 39-49, 433-43; II, pp. 259-60, 538-47; F. Hartlaub, Don Juan d'Austria und die Schlacht bei L., Berlino 1940; F. Braudel, Le Méditerranée et le monde méditerranéen à l'époque de Philippe II, Parigi 1949, pp. 923-82. Pio Paschini
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“LA BATTAGLIA NAVALE DI L.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 717. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/la-battaglia-navale-di-l.