LADRONI, I DUE. - Malfattori (ἀγώτατα) crocifissi con Gesù «uno a destra e uno a sinistra» (Mt. 27, 38; Mc. 15, 27; Lc. 23, 33; Io. 19, 18). Sono chiamati ἀγώτατα (Mt. 27, 38.44; Mc. 15, 27) cioè «ladri» e «assassini», oppure κακώργον (Lc. 23, 33.39) «malfattori», che non abbronvano dal sangue a scopo di rapina. Il supplizio cui furono condannati testimonia la gravità dei loro delitti. Furono con ogni probabilità anch'essi fissati alla croce con chiodi e subirono il curifragium: furono cioè loro spezzate le braccia e le gambe con una spranga di ferro per farli morire più celermente.
Uno di essi - molto probabilmente uno solo - insultò Gesù sulla croce, mentre l'altro rimproverò il collega e si raccomandò al Salvatore (v. DISMAS), ottenendo promessa di premio (Lc 23, 39-43).
I Vangeli apocrifi pretendono di sapere qualcosa di più: ci dicono che si chiamavano Dismas e Gestas, o Duma e Tito, o Mata e Ioca, o Zoathan e Chammatha: la prima, coppia di nomi prevalse nell'uso. Sarebbero stati capi briganti; colui che fu poi il buon I. avrebbe beneficato la S. Famiglia durante la fuga in Egitto, meritando sin d'allora la promessa d'una ricompensa che si verificò poi con la sua conversione sulla croce; il suo posto sul Calvario sarebbe stato alla destra di Gesù.