LAMECH (cbr. Lemekh, in pausa Lämekh). - 1. Sesto nella breve genealogia di Caino e figlio di Matthusael (Gen. 4, 17-24). L'allontanamento da Dio è completo in L., che alla voluttà congiunge la crudeltà e l'indomabile orgoglio. Per primo L. prende due mogli, Ada e Sella. Il suo breve canto, primo saggio poetico secondo la legge della ritmica ebraica, spira ferocia e spavada sicurezza. Non ha bisogno di Dio; si dice pronto ad uccidere per una ingiuria leggera e a vendicarsi da sé molto meglio di quel che Dio aveva promesso per Caino. È probabile la connessione tra questi sentimenti e l'inizio della cultura metallica, dovuto a Tubalcain figlio di L. (Gen. 4, 22), che assicurava ai Cainiti la supremazia sugli altri.
2. Discendente di Seth e figlio di Matthusala (Gen. 5, 25-31; I Par. 1, 3; Lc. 3, 36 sg.).
- Il tentativo d'identificare le due genealogie (Ph. Buttmann, ecc.) ha nella sola identità del nome un fondamento fragilissimo. L'espressione (Gen. 5, 29) che accompagna la scelta del nome Noé dimostra in L. un sentimento ben diverso da quelli riscontrati nel precedente. F. de Hummelauer crede stabilire dal Pentateuco samaritano che l'uno e l'altro L. perirono nel diluvio.
ICONOGRAFIA. - Il Patriarca fu rappresentato nella serie dei medaglioni dipinti in S. Croce in Gerusalemme (1123-44); resta solo però la leggenda: La mech vix(it) septingentis septuaginta septem annis.