LAMMENS, HENRI. - Gesuita, celebre islamologo, n. a Gand il 1o apr. 1862, m. a Beirut il 23 apr. 1937. Sbarcato in Siria ancora sedicenne, fu poi professore nell'Università di S. Giuseppe di Beirut dal 1882 fino alla morte, se si eccettuano gli aa. 1908-19, durante parte dei quali (1911-14) insegnò arabo nel Pontificio Istituto Biblico di Roma. Il L. si è reso notissimo per i suoi studi intorno all'Arabia preislamica, alla sirah, e alla figura di Maometto.
Il suo capolavoro : Fátima et les filles de Mahomet (Roma 1912) diede una nuova soluzione, generalmente accettata, al valore storico delle fonti tradizionali dell'Islam. È anche fondamentale la sua opera : Le berceau de l'Islam, l'Arabie occidentale à la veille de l'hégire, I, Le climat, les Bédonins (Roma 1914). Di un carattere di alta volgarizzazione, ma molto aderenti alle fonti, sono i due manuali : La Syrie, précis historique (Beirut 1921) e L'Islam, croyances et institutions (ivi 1926). Il L. collaborò assiduamente nei Mélanges de l'Université de St-Joseph e nella Encyclopédie de l'Islam. Il prof. G. Levi Della Vida ha chiamato il L. « uno dei più insigni storici delle origini islamiche, degno compagno di Wellhausen e di Caetani ».
