LAMORMAINI, WILHELM. - Gesuita, confessore dell'imperatore Ferdinando II, n. a La Moire Mannie nel Lussemburgo (donde il suo cognome, che propriamente era Germay o Germeau) il 29 dic. 1570, m. a Vienna il 22 febbr. 1648. Fu professore molto stimato di filosofia (1598-1604) e di teologia (1606-12) a Graz; rettore a Graz (1613-21) e a Vienna (1622-24); indi confessore di Ferdinando II (1624-37); poi di nuovo rettore a Vienna (1639-43) e provinciale dell'Austria (1643-45).
LAMPADA - L. in avorio legata in argento dorato con gemme antiche incastonate (sec. x) - Venezia, basilica di S. Marco, Tesoro. (fot. Alinari)Nel suo incarico di confessore non fu soltanto amato ed efficace consigliere dell'Imperatore, ma contribuì assai alla restaurazione della religione cattolica in Austria. Favori l'editto del 1629, con cui i protestanti dovettero restituire ai cattolici i beni ecclesiastici usurpati; difese apertamente la tolleranza religiosa verso gli eretici, consigliò l'istituzione di varie case del suo Ordine nell'Impero; ebbe una parte principale nella riforma cattolica in Austria, Stiria, Boemia e Moravia. D'altro lato la sua posizione, così influente e così accetta, non poté non creargli feroci avversari che lo accusarono di aver accettato denaro per mantenere il silenzio, di aver spinto i confratelli all'inganno e alla menzogna o a reagire con la violenza contro gli eretici; si giunse a falsificare lettere e documenti suoi e di altri, e lo si fece persino eroe di romanzi malfamati. Tutte accuse infondate, da cui seppe difendersi e che ne lasciarono intatta la fama di persona dotta, pia, retta e senza pretese (« verus et omnibus numeris absolutus Jesu Socius », disse di lui Urbano VIII).
Scrisse: Ferdinandi II, Romanorum imperatoris virtutes (Vienna 1638), dove si rivela qualche adulazione all'Imperatore e qualche giudizio sfavorevole e ingiusto alla memoria del Wallenstein.
BIBL.: L'Autobiografia del L. fu pubblicata da F. Ch. Khevenhüller, in Annales Ferdinandei, XI, Lipsia 1723, p. 595 sgg.; parte della sua corrispondenza in B. Dudik, Korrespondenz Kaiser Ferdinand II. und seiner erleuchten Familie mit p. M. Breanus u. W. L., Kaiserl. Beichwüttern S. J., Vienna 1876. - Per la vita: E. Staël, Vita et virtutes p. Guglielmi Germani I., composta a Vienna nel 1648 e rimasta manoscritta negli archivi dell'Ordine; B. Duhr, Wallenstein in seinem Verhältnis zu den Jesuiten, in Hist. Jahrbuch, 13 (1892), pp. 80-99; R. Stiegele, Beiträge zu einer Biographie der Jesuiten W. L., ibid., 28 (1907), pp. 551-69, 849-70; id., Gesch. der Jesuiten in den Ländern deutscher Zunge, II, II, Friburgo in Br. 1913, pp. 691-723. Sulle falsificazioni di documenti V. Duhr, Jesuitenfabeln, 4ª ed., ivi 1904, pp. 602-603, 684-87; trad. it., II, Firenze 1908, pp. 51-52, 203-205. Celestino Testore
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“LAMORMAINI, WILHELM.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 533. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lamormaini-wilhelm.