LAMPRIDIO, ELIO

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**LAMPRIDIO, Elio.** - Uno dei sci scrittori ai quali si deve la compilazione della storia degli imperiali romani da Adriano (117 d. C.) a Numeriano (284). Visse nell’età di Diocleziano e Costantino, al quale ultimo sono dedicate due delle quattro vite attribuite a L., quelle cioè di Elagabalo e Severo Alessandro.

Sulla complessa questione degli scrittori della *Storia Augusta* V. AUGUSTA. Come gli altri scrittori della *Storia Augusta* anche L., più che dare una visione politica delle condizioni dell’Impero, indulge in notizie riguardanti la vita e le abitudini del sovrano, cosa spiegabile considerando che nei regimi accentratori tutto viene esaminato dall’angolo visuale di chi governa.

Lo stile manca di eleganza, la lingua è barbara, ma in compenso le notizie che dà sono di fonte.

A lui si deve la notizia delle buone disposizioni che ebbe Severo Alessandro verso i cristiani, non solo in quanto genericamente concesse loro il libero esercizio della loro religione («christianos esse passus est»), ma in quanto specificamente ricorda i seguenti casi: la venerazione da lui prestata a Gesù Cristo insieme ad Abramo e a Orfeo nel suo larario domestico («in lariario suo... Christian Abraham et Orfeum et huiuscemodi habebat», 29, 2) e il proposito di erigergli un tempio («tempium Christi facere voluit eumque inter deos recipere»), 43, 6); l’iscrizione fatta apporre sulle mura del palazzo, relativa alla massima che impone di non fare agli altri ciò che non si vuole fatto a se stessi («quod a quibusdam sive christianis audierat et tenebat: quod tibi non vis fieri, alteri ne feceris», 51, 7); la pubblicazione dei nomi dei candidati alle pubbliche cariche («cum id christiani facerent in praedicandis sacerdotibus»); la concessione ai cristiani di un luogo pubblico, ad essi conteso da taluni osti, dichiarando: «melius esse ut quomodo cumque illic Deus colatur quam popinaris dedatur».

Bibl.: V. AUGUSTA.

**Nicolò Turchi**