LEGGE ROMANA UDINESE

LEGGE ROMANA UDINESE. - Così detta per essersi trovato l'esemplare di essa dal Canziani in un codice della Biblioteca capitolare di Udine. Successivamente, scoperti altri codici della stessa legge nel monastero svizzero di S. Gallo, si ritenne che la legge derivasse da Coira, l'antica Curia Raetica, onde pure il nome attribuito alla legge di Lex Romana Rhaetico-Curiensis.

Essa è una derivazione del Breviarium Alaricianum (v. ALBERICO DI REIMS), ma ne è in parte indipendente; i capitoli del Breviarium sono ivi muniti della interpretatio.

Lo Schupfer sostenne decisamente che la patria della l. r. u. fosse l'Italia, ma il testo teodosiano di cui è in- tessuta, la nessuna mistura di diritto longobardo, i caratteri feudali che vi si rivelano, porterebbero a escluso del loro esame e utilizzata nei capitoli del vescovo Remeño e l'ambiente geografico e politico che essa descrive riporta, e l'ambiente geografico e politico che essa descrive riporta verso il sec. IX (v. BIBLICA).

È interessante in essa la menzione del index privatus qui actor Ecclesiarum est, accanto al index publicus; l'actor Ecclesiarum sarebbe l'amministratore di grandi possessi fondiari ecclesiastici muniti di giurisdizione; ma tale istituzione viene introdotta in Francia anche prima di Carlo Magno, mentre in Italia apparve molto più tardi.

Bibl.: F. Schupfer, La l. r. u., in Memorie Accademiae Dei Lincei, 3a serie, vol. VII, Roma 1881, pp. 47-102; id., Nuovi studi sulla l. r. u., ibid., 3a serie, vol. X, 1878, pp. 179-236; id., Della l. r. u., ibid., 4a serie, vol. III, 1878, pp. 77-160; K. Zeumer, Über Heimat und Alter der Lex romana Rhaetico-Curiensis, in Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte, Germ. Abt., 9 (1888), pp. 1-52; C. Ferrini, Sulla lex romana utinensis, in Studi dedicati e offerti a F. Schupfer, II, Torino 1893, pp. 113-16 (ora in Opere, II, Milano 1929, pp. 495-606); G. L. Zanetti, La legge romana retica coirese o udinese, Milano 1899; E. Besta, Fonti: legislazione e scienza giuridica, Milano 1923, pp. 266-71.