LEGGE ROMANA UDINESE. - Così detta per essersi trovato l'esemplare di essa dal Canciani in un codice della Biblioteca capitolare di Udine. Successivamente, scoperti altri codici della stessa legge nel monastero svizzero di S. Gallo, si ritenne che la legge derivasse da Cora, l'antica Curia Raetica, onde pure il nome attribuito alla legge di Lex Romana Rhaetico-Curiensis.
Essa è una derivazione del Breviarium Alaricianum (v. ALBERICO DI REIMS), ma ne è in parte indipendente; i capitoli del Breviarium sono ivi muniti della interpretatio.
Lo Schupfer sostenne decisamente che la patria della l. r. u. fosse l'Italia, ma il testo teodosiano di cui è intessuta, la nessuna mistura di diritto longobardo, i caratteri feudali che vi si rivelano, porterebbero a escluderlo. Essa è utilizzata nei capitoli del vescovo Remedio e l'ambiente geografico e politico che essa descrive riporterebbero il luogo della sua composizione alla Francia verso il sec. IX (v. BIBLICA).
È interessante in essa la menzione del iudex privatus qui actor Ecclesiarum est, accanto al iudex publicus; l'actor Ecclesiarum sarebbe l'amministratore di grandi possessi fondiari ecclesiastici muniti di giurisdizione; ma tale istituzione viene introdotta in Francia anche prima di Carlo Magno, mentre in Italia apparve molto più tardi.