LEROQUAIS, Victor-Martial. - Sacerdote francese, liturgista, n. a St-Germain-de-Tallevende (diocesi di Bayeux, dipartimento del Calvados) il 7 sett. 1875, m. a Parigi il 1° marzo 1946. Inizio gli studi a Vire (1887) e li terminò con successo al Seminario di S. Sulpizio a Parigi (1900). Sacerdote il 9 giugno 1900, esercitò per dodici anni il ministero pastorale nella sua diocesi, prima di potersi stabilire a Parigi per dedicarsi alle ricerche erudite. Fu canonico onorario di Notre-Dame (15 genn. 1938) e vicepresidente, per le sue benemerenze nel campo degli studi liturgici, della Henry Bradshaw Society di Londra (1939). Il pio ed erudito L., che ha lasciato agli studiosi, in particolare ai cultori di liturgia, strumenti di lavoro di primaria importanza, riposa nella piccola parrocchia di Bény-sur-Mer, dove fu parroco zelante dal 1906 al 1912.
Inizialmente le ricerche del L. avevano per scopo di illustrare lo sviluppo storico-liturgico della S. Messa, ma presto si estesero al contenuto e all’ornamentazione dei principali libri liturgici. Divenne uno specialista e un maestro nella loro descrizione e, grazie alla sua vasta cultura storica, paleografica e liturgica, seppe coglierne tutte le peculiarità capaci d’interessare gli eruditi. Le notizie che consacra ad ogni manoscritto, sobrie ed esaurienti, sono sempre redatte con un metodo impeccabile: un manoscritto analizzato dal L. non riserva più segreti per altri studiosi. Era dotato d’un fine gusto artistico che si rivela sia dalla scelta delle tavole fuori testo (oltre 1500), che abbondanti ornano anche il suo più breve studio, sia dalla elegante veste tipografica con cui ha presentato i suoi grandi cataloghi, pubblicati quasi sempre a sue spese, data la diffidenza degli editori per tale genere di pubblicazioni. Fece più volte il giro completo di tutte le biblioteche pubbliche francesi: ad es., dalla fine del 1912 al 1914, dal 1919 al 1923, dal 1929 al 1933 ecc. Il materiale raccolto e riveduto sugli originali risulta veramente ingente, come fanno fede le seguenti poderose pubblicazioni (se ne omettono una quindicina di minor mole): Les sacramen-taires et missels manuscrits des bibliothèques publiques de France (3 voll. in-4° di testo e 1 di tavv., Parigi 1924), vi sono descritti 914 manuscritti dal sec. VII-VIII al XVIII (cf. supplemento, altri 10 manuscritti dal sec. XII, inserito nel vol. V dei Bréviaires, pp. 420-41, e supplemento aggiunto al vol. II dei Ponti-ficaux, pp. 429-62); Les Livres d’Heures manuscrits de la Bibliothèque nationale (2 voll. in-4° di testo e 1 di tavv., ivi 1927), vi sono descritti 313 manuscritti deliziosi per il contenuto e per l’ornamentazione, dal sec. XII al XVII, cui fece seguito il Supplement aux Livres d’Heures manuscrits de la Bibliothèque nationale (1 voll. in-4°, con tavv., ivi 1943), descrizionc dei nuovi acquisti; Le Bréviaire de Philippe le Bon. Bréviaire Parisien du XVe siècle (2 voll. in-4° di testo, 1 di tavv., Bruxelles 1929), importante manoscritto, miniatio probabilmente da G. Vrelant; Les Bréviaires manuscrits des bibl. pub. de France (5 voll., in-4°, di testo, 1 di tavv., Parigi 1934), vi sono descritti 1034 manuscritti dal sec. XI in poi; Les Pontificaux manuscrits des bibl. pub. de France (3 voll. in-4° di testo, 1 di tavv., ivi 1937), ove sono descritti 233 manuscritti dal sec. IX al XVI; Les Psauteurs manuscrits latins des bibl. pub. de France (2 voll. in-4° di testo, 1 di tavv., Mâcon 1940-41), vi sono descritti 472 manoscritti dal sec. VI al XVIII (altri 23 manuscritti sono descritti in appendice: breviat, libri d’Ore ecc.). Ha infine lasciato pronta per la stampa l’edizione dell’importante Sacramentaire de Gellone che sarà pubblicata a cura della Biblioteca nazionale sotto la direzione di dom Hesbert, O.S.B. (per provvedere alle spese di questa edizione in 2 voll. di testo e 1 di tavv. il L. compli l’atto eroico di impegnare la sua biblioteca) e l’Evangeliare carolingien di de François II, ms. lat. 257 della Biblioteca nazionale. Di molta importanza sono le dense introduzioni premesse ai suoi cataloghi in cui vengono studiati gli sviluppi genetici ed artistici del Messale, del Breviario, del Pontificale, del Salterio e del Libro d’Ore. Provenbale la cordialità del L. con gli studiosi o studenti che chiedevano i suoi consigli.

LÉRINS - Veduta dell’abbazia. Gli edifici sono moderni.
della religione da lui scelta, iniziò una solerte attività di pubblicista. Nel 1815 pubblicò uno scritto sull'eccellenza del dogma della Chiesa romano-cattolica *De vovortrefe-lijhheid van de leer der Roomsch-Catholyke Godsdienst*, accolto con molto successo (la 5ª ed. è del 1816). Di somma importanza per la causa del cattolicesimo in Olanda fu il periodico *De Godsdienstvriend* («L'amico della religione»), da lui fondato nel maggio 1818, che visse fino al 1869. Altri periodici nati per suo impulso contribuirono in modo decisivo al rafforzamento ed alla emancipazione dei cattolici d'Olanda.