LIBRO SIRO-ROMANO. - È il nome attribuito dai moderni ad una compilazione giuridica orientale che, in differenti versioni, porta il titolo di Axaxóqaxa, di Leges saeculares e di Leges Constantini Theodosii Leonis. Il L. S. R. fu composto, secondo l'opinione più diffusa, in greco, secondo un'altra, in latino (l'originale è perduto), nella seconda metà del sec. V. e, con ogni probabilità, AUDIENTI (v.). Le versioni siriache (Parigi e Londra) devono invece attribuirsi al sec. VII o VIII. Le altre versioni esistenti sono una araba, una armena e tre aramaiche (Biblioteca Vaticana).
Redatto, come si è detto, con finalità pratiche e fors'anche per uso scolastico, esso presenta un nucleo originario di ius civile comprendente la trattazione dei quattro argomenti solitamente ravvicinati (dote, tutela, testamento, legato); cui seguono scarsi elementi di diritto penale, di diritto processuale civile e penale e di diritto amministrativo. Il manoscritto parigino presenta nella trattazione l'ordine del sistema sabiniano.
La prima edizione fu fatta dal Land (1862); la principale è quella di E. Sachau (Svirsch-römische Rechtsbücher, I, 1907, con trad. tedesca). La traduzione latina, opera del Ferrini, è stata ripubblicata, dopo la revisione di G. Furlani, in Fontes iuris romani anteiustiniani, II, 1, 1924, pp. 759-98, con ampie indicazioni bibliografiche.