LICAONIA. - Regione interna dell'Asia Minore, costituita da un vasto altopiano (1000 m. s. m.), delimitato ad est dai monti della Frigia e dell'Isauria, a sud dal Tauro e a nord-est dalla Cappadocia. Il territorio, cosparso di laghi salati, stepposo e arido, fu sempre poco abitato. La regione non ebbe al principio un'autonomia politica, ma fu aggregata in tutto il paese e in particolare in un altro lontano, il Poale e Barnaba, nel loro primo viaggio missionario, vi si rifugiarono, scacciati da Antiochia di Pisidia (Act. 13, 51-52) e ne evangelizzarono i principali centri: Iconio (Act. 14, 1-6), Listra e Derbe (ibid. 14, 6). La popolazione, incolta e politizzata, pur conoscendo la lingua greca, seguitava a parlare il licaonio (ibid. 14, 8-12), antica lingua anatolica, di cui sono rimasti alcuni frammenti di iscrizioni.
Vecchie leggende su divinità autoctone, che i Greci assimilarono a Zeus e a Ermete e i Romani a Giove e Mercurio, e sulle loro relazioni con gli uomini, erano molto diffuse in L. La leggenda frigia dei due coniugi Filemone e Bauci, che per aver raccolto nella loro capanna Zeus e Ermete presentati in forme umane furono, in premio, cambiati in alberi immortali e divini (Ovidio, Metam., VIII, 621-725), spiega lo stato d'animo degli abitanti nel trattamento usato verso Paolo e Barnaba (Act. 14, 8-12). Nel secondo viaggio missionario Paolo, accompagnato da Sila, visitò le Chiese fondate, constatando la ferma fede ed il continuo aumento (Act. 16, 1-4).