LIDDA (EBR. LÔDH; GR. ΑΎΔΔΑ)

LIDDA (ebr. Lôdh; gr. Αύδδα). - Città della Palestina, lontana 20 km. da Giaffa e 44 da Gerusalemme. È ricordata tra le città conquistate da Tutto-mosis III; la fondazione, secondo I Par. 8, 12, si riallaccia al beniaminita Samad. Dopo l'esilio fu ripopolata dai beniaminiti (Fsd. 2, 33; Neh. 7, 37; II, 35), ma acquistò importanza solo nel periodo ellenistico, quando divenne capoluogo di una topar-chia (Antiq. Iud., XX, 2; Bell. Iud., III, 3, 5). Verso il 145 a. C., Demetrio II Nicatore la staccò dalla Samaria per congiungerla con la Giudea, dandola a Giuda Maccabeo (I Mach. 11, 34; Antiq. Iud., XVIII, 4, 9). Pompeo la tolse ai Maccabei, ma Cesare la rese loro. Verso l'a. 200 Settimio Severo le dette il nome di Diospolis. S. Pietro vi trovò già i cristiani e sanò Enea (Act. 10, 32-34).

Il vescovo di L. compare a Nicea (325); il culto di S. Giorgio, ritenuto originario di L., è ben conosciuto nel VI sec. per la chiesa eretta sulle sue reliquie trasferite da Nicomedi. Dopo il 70 gli Ebrei vi ebbero una fiorente scuola rabbinica. L. perse importanza con il sorgere di Ramlch (VIII sec.). Nel medioevo fu amministrata da un visconte. Nel 1943 fu rioccupata dagli Ebrei con l'allonta-namento della popolazione araba.

Bibl.: C. Enlart, Les monuments des Croisés, Parigi 1928, pp. 272-74; G. Beyer, Das Stadtgebiet von Diospolis, in Zeit-schrift des deutschen Palästina-Vereins, 56 (1933), pp. 218-45; The quarterly of department of antiquities in Palestine, 5 (1936), p. 153; 8 (1936), p. 77; 10 (1944), pp. 184, 203; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, pp. 135, 153, 193-202, 370-71.