LILITH

LILITH. - Demone femmina, nominata una sola volta nella Bibbia (Is. 34, 14), insieme ai mostri e agli animali che abiteranno la terra nel «giorno di Jahweh».
LILITH. - Demone femmina, nominata una sola volta nella Bibbia (Is. 34, 14), insieme ai mostri e agli animali che abiteranno la terra nel «giorno di Jahweh».
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Il nome è da alcuni messo in connessione con l'ebraico lajil (notte); in sumero però lil ha il significato di vento e tempesta, e può designare anche gli spiriti

LILLA, DIOCESI di - Veduta generale a volo d'uccello dell'Università Cattolica di L. - Facoltà di scienze e Facoltà di medicina.

e i demoni in generale; in sumero si trova anche lulu nel significato di «libertinaggio»; si tratterebbe quindi di un demone che eccita la voluttà. Nella demonologia babilonese e assira lili, liliti e ardat lili sono demoni della lussuria. Liliti pare sia di origine semitica e supera in importanza ardat lili. Nel Talmud L. è rappresentata alata e con aspetto umano. Demone maligno, opera di notte e insidia gli uomini che dormono soli. La sua figura si sviluppa molto nel folklore del tardo giudaismo e nella mistica giudaica. L. è la prima moglie di Adamo, tratta anch'essa dalla polvere. Sostituita poi da Eva, si verifica procurando la morte ai neonati. Contro i suoi malefici influssi ci si difende con amuleti. Si distinguono anche due figure diverse: una L. vecchia, moglie di Samuele, e una L. giovane, che sta in cattivi rapporti con la prima.

BIBL.: S. A. Horodezyk, Lilit, in Enc. Jud., X, coll. 972-74; L. Blau, Das altjüdische Zauberwesen, Strasburgo 1898, p. 11; G. Furlani, La religione babilonese e assira, Bologna 1928, pp. 342-343; J. Bonsirven, Le judaïsme palestinien au temps de Jésus-Christ, I, Parigi 1935, p. 243; A. Cohen, Le Talmud, Parigi 1950, p. 329.