LISBONA, PATRIARCATO DI

LISBONA, PATRIARCATO di. - Nel Portogallo. Ha una superficie di 15.000 kmq. con 1.621.500 ab., dei quali 1.297.000 cattolici. Conta 324 parrocchie, 348 sacerdoti diocesani e 92 regolari, 1 seminario, 29 comunità religiose maschili e 73 femminili (1950).

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LISBONA, PATRIARCATO di - Esterno della cattedrale di L. (sec. XVI).
(per cortesia del prof. E. Jovi)
Le prime notizie storiche che si hanno del vescovo di L. sono del sec. IV. Si sa che nel 357 Potamio, vescovo di L., ingiustamente accusato di arianesimo, prese parte al Concilio di Sirmio, insieme con Osio, vescovo di Cordova. Sono noti ancora i nomi di altri vescovi, ma soltanto dalla loro assistenza ai concili e così non si può ricostruire tutta la loro serie. Nel 1121 Callisto II dette alla cattedrale di Compostella i diritti metropolitani di Merida; così l'arcivescovo di Compostella ebbe come suffraganea anche la diocesi di L. Ciò causò fra Braga e Compostella dei litigi che finirono nel 1199, con la bolla In causa duorum di Innocenzo III, che rimandava L. ed Evora sotto la giurisdizione metropolitana di Compostella. Appena Alfonso Henriques, primo re del Portogallo, conquistò L. ai Saraceni, cercò di ricostituire l'antica sede episcopale. Nei tempi di Giovanni I, re del Portogallo, la diocesi di L. fu fatta arcidiocesi da Bonifacio IX, con la bolla In eminentissimae dignitatis del 10 nov. 1394, avendo per suffraganee le diocesi di Evora, Lamego, Guarda e Silves. Il primo arcivescovo fu D. Giovanni Anes, già vescovo dal 1383. Quando Evora, nel 1540, fu fatta arcidiocesi, l'arcivescovo di L. perdette Evora e Silves. Ma nel 1545 e 1549 furono create le nuove diocesi di Leiria e Portalegre tuttora suffraganee di L. Furono suffraganee di L. anche le diocesi di Angra, Capo Verde, S. Tomaso, Bahia (Brasile) e Congo (Angola).

Durante il governo di Giovanni V, la cattedrale di L. ebbe molte prerogative dalla S. Sede. Così Clemente XI, con la bolla Apostolatus ministerio del 1 marzo 1710, eresse in collegiata la cappella reale, sotto il titolo di S. Tommaso, con 6 dignità, 18 canonici, 12 beneficiati ed altri missionari di nomina regia. Lo stesso Pontefice, con la bolla In supremo apostolatus solio del 7 nov. 1716, elevò alla dignità di chiesa e basilica patriarcale la collegiata di S. Tommaso con sede nella cappella reale, finché non fosse costruita una chiesa e basilica patriarcale. Con il decreto del 12 febbr. 1717 Giovanni V concesse al patriarca di L. tutti gli onori che nel Regno avevano i cardinali della S. Romana Chiesa e con il decreto del 1 apr. 1719 donò al patriarca di L. e ai suoi successori la pensione annua di 220 marchi oro.

Nel 1717 Clemente XI concesse al Capitolo della chiesa patriarcale altri privilegi. Già prima Giovanni V aveva loro concesso tutti gli onori e prerogative che nel Regno avevano i vescovi. Lo stesso Pontefice divise anche la diocesi in due, ad oriente la chiesa arciepiscopale e ad ovest il patriarcato, divisione cui corrispose anche la divisione civile della città fatta dal re Giovanni V, il che dette origine a molti litigi. Così si discusse se la solennità delle 40 ore si dovesse fare nella chiesa arcivescovile, ecc. Clemente XI ratificò questa divisione con la bolla Gregis dominici cura (3 genn. 1718). Questo Pontefice concesse al patriarca di L. la facoltà di consacrare i re (bolla Sacrosancti apostolatus del 20 sett. 1720), facoltà che era stata precedentemente concessa all'arcivescovo di Braga da Eugenio IV. Clemente XII, con la bolla Circunspecta Sedis Apostolicae (8 marzo 1737) concesse a Giovanni V il diritto di patronato sulla Chiesa orientale. Egli dispose anche che il patriarca di L. fosse eletto cardinale nel Concistoro immediatamente seguente alla sua elezione.

L'arcivescovato orientale fu soppresso da Benedetto XIV con la bolla Salvatoris Nostri Mater del 13 dic. 1740, mettendo in questo modo termine a non poche e spiacevoli dispute. Súbito dopo l'esecuzione della bolla, il Re soppresse anche la divisione civile della città.

Clemente XI, a richiesta del patriarca secondata dal Re, permise che il vicario generale fosse arcivescovo, « pro hac vice tantum et dummodo huiusmodi concessio non transeat in exemplum ». Nonostante questa clausola, da allora tutti i vicari generali ebbero il titolo di arcivescovi di Lacedemonia, titolo che nel sec. XIX fu cambiato con quello di Mitilene.

BIBL.: F. De Almeida, Hist. de Igreja em Portugal, I, Coimbra 1910-23, pp. 132, 162, 188, 627 sgg.; II, pp. 11, 571 sgg.; III, parte 1°, p. 12 sgg.; IV, parte 2°, p. 20 sgg. Carmo da Silva
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“LISBONA, PATRIARCATO DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 853. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lisbona-patriarcato-di.