LODI (Laudes matutinae). - Preghiera solenne allo spuntar del sole, in uso già nei primi secoli cristiani (Tertulliano, De oratione, 25: « ingressu lucis»; Peregrinatio Aetheriae [CSEL, 39, 71 sg.]: « ubi coepit lucescere »). Venne ordinata nella Traditio d'Ippolito Romano (R. H. Connolly, The so-called egyptian Church order, Cambridge 1916, n. 64, nota 4) e nelle Costituzioni Apostoliche (II, 59; VIII, 34-39); dai secc. IV-V in uso presso il clero delle basiliche e nei monasteri. Le I. chiudono festosamente l'orazione notturna; perciò nell'ufficiatura corale non si distaccano queste due ore canoniche. Fin dal sec. XII l'Ufficio mattinale, lasciando il nome Mattutinae all'orazione notturna, fu chiamato semplicemente Laudes (L.).
Gli elementi antichissimi sono i salmi 50, 62 e 66, poi a Roma un cantico variabile secondo i giorni, riservando il Benedicite alla domenica; seguono i salmi 148, 149, 150, già in uso nel rituale della Sinagoga. Una breve lezione o un capitolo, mancante originalmente all'Ufficio romano, ma nell'Ufficio monastico introdotto da S. Benedetto, passò anche nell'Ufficio romano nel sec. VII; lo stesso si dica dell'inno introdotto nell'Ufficio romano nel sec. XII. I punti culminanti dell'Ufficio mattinale sono la recita del Benedicitus e la solenne ruficazione dell'altare, riportata già nell'Ordo Lateranensis del card. Bernardo (scritto prima del 1145; ed. L. Fischer, Monaco 1916). Con la riforma di Pio X, si cambiò l'ordine dei salmi usato fin dai secc. V-VI; si introdusse un doppio schema di L., festivo e penitenziale (Avvento e Settaguesima-Quaresima). Sul modello romano, S. Benedetto ordinò le L. monastiche, ma aggiunse il capitolo e l'inno.