LORENESE, GELLÉE CLAUDE, detto il. - Pittore, n. a Chamagne (Lorena) nel 1600, m. a Roma il 23 nov. 1682.
La sua vita artistica si svolse quasi del tutto in Italia. Nel 1613-14 è già ricordato a Roma; nel 1616-17 è a Napoli presso il pittore tedesco Gottfried Waals; nel 1619 è di nuovo a Roma nella bottega di Agostino Tassi, il cui gusto veristico informò la maniera del L. per oltre un decennio; dalla prima opera sicura, la piccola acquaforte della Tempesta (1630), al Sole sorgente (ca. 1634), al Campo Vaccino (ca. 1636), alla Festa del villaggio (1639), tutti al Louvre, e alla serie dei paesaggi della Galleria Doria (1646-48: paesaggio con Diona e Ippolito; Mecurio con le giovenche di Apollo, ecc.). Ma già nelle opere di quel periodo appaiono mature le ricerche che dovevano poi rivoluzionare la pittura di paesaggio; l'aspetto naturale delle cose viene trasfigurato dalla luce, sentita non solo come colore, ma come atmosfera, talvolta preludendo atteggiamenti alla Corot (cf. Aci e Galatea del 1657, a Dresda, e la serie dell'Ermitage, del 1661-72) e perfino alla Turner (cf. Ulisse riconduce Criside, ca. 1646; Sbarco di Cleopatra, ca. 1647, al Louvre; Imbarco della regina di Saba, ca. 1648, alla National Gallery). È in questa luce vibrante che assumono valore poetico i grandi alberi o le fantastiche rocce, o le architetture che fanno da quinte ai paesi dai lontanissimi orizzonti. Alla vita di questi paesaggi sembrano estranee le figure minute di barcaioli, cavalieri, pastori, poste in primo piano, ma piccolissime, e che in realtà non partecipano della vita essenziale del quadro. Valori analoghi ricorrono nelle acqueforti e nei disegni del L., in massima parte a Parigi (Louvre, Cabinet des Estampes, Ecole des Beaux Arts), a Oxford, alla Biblioteca di Windsor e agli Uffizi.
La produzione abbondantissima del L. è conservata al Louvre e nei musei inglesi; altre opere notevolissime sono a Dresda, a Bruxelles (Enea a caccia di un cerro), in Russia (Ermitage, e Collezioni Yussupoff e Stroganoff). A Roma, sono molto importanti i paesaggi nelle Gallerie Doria e Colonna. Molte opere sono andate perdute, tra cui, a Roma, le decorazioni dei Palazzi Crescenzi al Pantheon e Muti ai SS. Apostoli.