LORENZETTI, AMBROGIO e PIETRO. - Fratelli, pittori senesi.
I. AMBROGIO
La prima data universalmente accettata che lo riguarda è il 1319. Al 1331 il Tizio attendibilmente riferiva gli affreschi del chiostro di S. Francesco di Siena, di cui restano duescene (Martirio dei ss. francescani a Ceuta e S. Ludovico d'Angiò che pronuncia i voti francescani nelle mani di Bonifacio VIII) ora in una cappella della chiesa.
Nel 1332-34 a Firenze veniva immatricolato nell'Arte dei medici e speziali, e nel 1332 dipinse per la chiesa di S. Procolo a Firenze delle Storie di s. Nicola a fresco (perdute) e forse due tavole, ora smembrate: di una si conservano due laterali (S. Procolo e S. Nicola) nel Museo Bandini di Fiesole, e dell'altra quattro Storiette di s. Nicola da Bari agli Uffizi (nn. 8348 e 8349). Del 1335 sono gli affreschi (perduti) nella chiesa di S. Margherita a Cortona, e insieme al fratello Pietro eseguì alcune Storie della Vergine sulla facciata dello Spedale di S. M. della Scala di Siena (distrutti nel 1720). Dal 1337 al '39 affresco la Sala dei Nove nel Palazzo pubblico di Siena con le Allegorie e gli effetti del Buono e del Cattivo Governo, e nella loggia dello stesso Palazzo dipinse nel 1340 una Madonna col Bambino. È firmata e datata 1342 la Presentazione al Tempio già nel Duomo, ora agli Uffizi (n. 8346), e pure firmata e datata 1344 è l'Annunciazione per la Gabella di Siena, ora in Pinacoteca (n. 88). Del 1347 è l'ultima notizia documentaria di A., che probabilmente morì di peste nel 1348. Oltre alle ricordate opere, tutte sicuramente documentate o datate, sono di particolare importanza e di ormai indiscussa attribuzione alcune tavole a Siena, nella Pinacoteca (Madonna tra s. M. Maddalena e s. Dorotea, proveniente da S. Petronilla [n. 77]; Madonna con angiole e santi [n. 65]; Madonna detta delle Serre di Rapolano [n. 605]; due Vedute di paese [nn. 70 e 71]), nel Museo dell'Opera (I ss. Francesco, M. Maddalena, Caterina e Benedetto), nel Seminario arcivescovile (Madonna del latte), a Massa Marittima (Madonna tra angiole e santi detta la Maestà nel Palazzo dei Comune), a Roccalbegna (Madonna, nella Parrocchiale), a Badia a Rofeno (Madonna e s. Michele Arc., nella Parrocchiale), a Milano (Madonna già nella collezione Cagnola, ora a Brera), a Nuova York (Madonne, nelle collezioni Blumenthal e Lehman), a Francoforte (due Politici nell'Istituto Staedel), a Budapest (Madonna nella Galleria), a Cambridge, Mass. (Crocifissione nel Museo Fogg), a Zurigo (S. Famiglia nella collezione Abegg), ecc. Recentemente (1944) è stato scoperto un affresco con la Madonna e vari santi in una cappella della chiesa di S. Agostino di Siena; ma l'attribuzione ad A. di quest'ultima opera, come pure degli affreschi nella cappella di S. Galgano a Montesipi presso Siena e di altri minori dipinti, non è da tutti accettata.


II. PIETRO
È probabile, ma non sicuro, che si riferisca a lui un pagamento in data 25 febbr. 1306, dopo il quale occorre giungere al 1320, quando gli venne allegato da Guido Tarlati, vescovo di Arezzo, un Polittico per la pieve di S. Maria: opera firmata tuttora in situ. Nel 1324 dipingeva a Siena degli scudi per il capitano del popolo, e nel 1326 alcune Storie nella casa dell'Opera del Duomo, ora perdute; pure perduta, o inidentificata, è una tavola del 1329 per la chiesa degli Umiliati. Del 1329 è la grande ancona per il convento del Carmine di Siena, smembrata nel 1818; se ne conservano la composizione centrale (Madonna col Bambino, quattro Angeli, s. Nicola e il Profeta Elia) con la intera predella raffigurante cinque Storie dell'Ordine carmelitano, proveniente dalla chiesa di S. Ansano a Dofana, nella Pinacoteca di Siena, unitamente ad altre parti secondarie. Al 1329, 1330 e 1333 risalgono notizie di minori lavori per conto del Comune e dell'Opera del duomo di Siena.Nel 1335, compiute insieme con il fratello Ambrogio le Storie della Vergine a fresco sulla facciata dello Spedale di S. M. della Scala (distrutte nel 1720), cominciò a dipingere la pala per l'altare di S. Savino nel duomo di Siena: la parte centrale di essa, costituita dalla Natività della Vergine, datata 1342, è attualmente nel Museo dell'Opera di Siena, mentre si son perdute due tavole che P. s'impegnava a dipingere per Paolo di Tingo nel 1340. Reca però questa data e la firma del pittore la Madonna col Bambino ed angeli agli Uffizi (n. 445), proveniente dalla chiesa di S. Francesco di Pistoia. Documenti senesi relativi a licenze concessegli, vanno dal 1337 al 1345; la mancanza di ulteriori notizie lo fa presumere morto nella peste del 1348. Tra le opere non documentate, ma di indiscussa attribuzione a P. sono una Madonna col Bambino e quattro angeli, già nel Duomo, ora nel Museo d'Arte sacra di Cortona, cronologicamente anteriore al Polittico di Arezzo, una Croce dipinta nella chiesa di S. Marco pure a Cortona, un piccolo dittico firmato (Madonna ed Ecce Homo) nel Museo Lindenau ad Altenburg, una Madonna nella Parrocchiale di Castiglion d'Orcia, una in quella di Monticchiello nel Senese e una nella collezione Perkins a Lastra a Signa, una Crocifissione a fresco nella chiesa di S. Francesco di Siena, proveniente dal Capitolo, una S. Lucia, nella chiesa di S. Lucia de' Magnoli a Firenze e varie altre tavole nella Pinacoteca di Siena, tra cui un polittico incompleto datato 1332 (nn. 79-81-82), e in pubbliche gallerie e collezioni private italiane e straniere. Infine un ciclo di affreschi nella basilica inferiore di S. Francesco d'Assisi, comprendente le Storie della Passione e due Madonne con santi, è giudicato tra le sue più importanti creazioni. Controversa è invece l'attribuzione del polittico con la B. Umiltà e storie della sua leggenda agli Uffizi (n. 8347).
Molto diverso fu P. L. dal fratello Ambrogio per temperamento e formazione stilistica. Per lui s'introduce nella pittura senese un gusto narrativo sobrio e vigoroso, ricco d'immediatezza e di possibilità drammatiche, tanto che dei consueti temi del repertorio figurativo cristiano egli mette in luce soprattutto l'elemento tragico. La scultura di Giovanni Pisano gli suggerì motivi di grande


(fot. Gab. fot. nat.)