LOTARIO III DI SUPLINBURGO, IMPERATORE ROMANO, RE DI GERMANIA

LOTARIO III di Suplinburgo, IMPERATORE ROMANO, re di GERMANIA. - Eletto a Magonza il 30 ag. 1125, m. nel Tirolo a Breitwang il 4 dic. 1137. Era di piccola nobiltà, ma era salito in potenza grazie alla protezione di Enrico V, che egli aveva aiutato nella ribellione contro il padre. La ricompensa era stata il Ducato di Sassonia e poi i Margraviati di Meissen e Lusazia; però più tardi aveva osteggiato l'Imperatore. Su di lui alla morte di Enrico V mise gli occhi l'arcivescovo di Magonza, Adalberto, per combattere la candidatura di Federico di Svevia, nipote del defunto imperatore. Alla sua elezione assistettero alcuni legati apostolici e L. fu considerato come il protetto della Chiesa. La sua elezione determinò malcontento in varie regioni della Germania; Federico di Svevia dichiarò la sua opposizione e L. procedette contro di lui aspramente, mettendolo al bando dell'Impero. Federico cedette allora i suoi diritti al fratello Corrado, che si fece eleggere re dai suoi fedeli e poi scese in Italia per farsi riconoscere re ed incoronare a Milano.

La lotta tra i due rivali durò assai a lungo; solo nel 1135 Federico e Corrado di Svevia si rassegnarono a riconoscere la superiorità di Lotario. Questi era riuscito vincitore grazie all'appoggio del papa Innocenzo II. Infatti, quando nel 1130, alla morte di Onofrio II, il corpo cardinalizio si divise e si ebbero le due elezioni di Innocenzo II e di Anacleto II, L., seguendo l'esempio dei re di Francia e di Inghilterra, riconobbe come vero papa Innocenzo II, che aveva il favore influente di s. Bernardo. Nel Convegno di Liegi (1131) L. ed Innocenzo II si accordarono: il Papa riconobbe L. come re e promise di incoronarlo imperatore, dopo che fosse stato dalle forze regie ricondotto in Roma, cacciandone l'antipapa. Innocenzo II rifiutò però di abbandonare il Concordato di Worms, come L. desiderava.

L. scese in Italia nel 1132 e condusse con s. Bernardo il Papa in Roma, dove egli venne incoronato imperatore a S. Giovanni in Laterano (4 giugno 1133) poiché S. Pietro era occupato dai partigiani di Anacleto I. Nuovamente allora si discusse circa il Concordato di Worms, ma Innocenzo II e s. Bernardo furono rigidi nel difenderlo. Fu regolata invece la questione dei beni matildini: L. li doveva tenere in feudo e così dopo di lui il genero duca di Baviera; alla loro morte sarebbero tornati alla S. Sede.

L. ritornò in Italia nel 1136, seguendo l'appello di Innocenzo II, rimasto isolato di fronte al blocco formato da Anacleto II e dal suo protettore Ruggero II, re di Sicilia. Questa volta fu necessario evitare del tutto Roma: a S. Severo L. ed Innocenzo II investirono concordi ed insieme Rinaldo d'Alife del Ducato di Puglia; poi si spinsero sino a Bari, ma Ruggero II si ritirò in Sicilia evitando la lotta, e la spedizione di L. fallì. Morì nel viaggio di ritorno in Germania.

BIBL.: E. Berheim, Lothar III. und das Wermser Konhordat, Strasburgo 1874; M. Bernhardi, Jahrbücher d. deutschen Reichs unter Lothar von Supplinburg, Lipsia 1879; G. Schneiderreiter, Die Wahl Lothars III., Halle 1892; F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie, Parigi 1906, passim, V. indice; P. F. Palumbo, Lo scisma del MCXXX, Roma 1942, pp. 465 agg. Francesco Cognasso
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“LOTARIO III DI SUPLINBURGO, IMPERATORE ROMANO, RE DI GERMANIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 950. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lotario-iii-di-suplinburgo-imperatore-romano-re-di-germania.