LOURDES, SANTUARIO di. - È il più famoso dei molti luoghi onorati, come si crede, da apparizioni di Maria S.ma. Finora nessun altro di questi santuari può vantare un'approvazione da parte dei romani pontefici, quale quello di L. Nel 1876 Pio IX nominò il card. Guibert, arcivescovo di Parigi, suo rappresentante per la consacrazione del nuovo tempio, a cui conferì il titolo di basilica. Leone XIII approvò una festa liturgica dell'Apparizione dell'Immacolata (11 febbr.) per la provincia ecclesiastica di Auch (1891), e Pio X l'estese a tutta la Chiesa di rito latino (1907). Pio XI innalzò la piccola Veggente di L. agli onori degli altari (beatificazione nel 1925, canonizzazione nel 1933) e volle che l'Anno Santo della Redenzione fosse solennissimamente chiuso proprio a L. (apr. 1935) con un triduo di Messe ininterrotte alla Grotta, mandando come legato a latere il suo segretario di Stato card. Eugenio Pacelli (oggi Pio XII).
A L. il Cielo ha manifestato di nuovo la sua predilezione per i piccoli: Bernadette Soubirous, una povera analfabeta quattordicenne (ma che dimostrava di averne appena dodici), anche nel catechismo pochissimo istruita, ma innocente e pia, dall'11 febbr. al 16 luglio 1858 vide - ed essa sola - ben 18 volte, in una grotta o nicchia della roccia di Massabielle (Massabielle = roccia antica) ad occidente di L., sulla riva sinistra del Gave, la Madonna biancovestita, con cintura azzurra, fulgide rose sui piedi nudi, una bella corona di Rosario al braccio.
Soltanto nella terza apparizione, il giovedì 18 febbr., la Madonna cominciò a parlare, non in francese, ma nel genuino dialetto del paese, dando alla fanciulla del « voi ». Nella sedicesima apparizione (25 marzo), dopo ripetute
preghiere da parte di s. Bernadette di rivelare il suo nome, pronunciò la profonda « autodefinizione », eco celeste del dogma dell'8 dic. 1854: « Què soy era Immaculado Councepcion » (Io sono l'Immacolata Concezione). Maria S.ma è l'unico essere creato che racchiude in sé, in massima perfezione e purezza, il concetto dell'« immacolato concepimento », come Dio l'idea di verità e di vita.
In apparizioni precedenti la Vergine aveva esortato alla penitenza e alla preghiera per i peccatori (21 febbr.) e a dire ai sacerdoti che fosse eretta una cappella per venirvi in processione (2 marzo); ed il 25 febbr. la Veggente aveva scavato con le sue mani nella grotta inferiore, sotto il comando della Madonna, quella sorgente miracolosa che poi doveva guarire tanti malati.
Chimicamente l'acqua della sorgente non differisce da quella della fontana pubblica di L.; è comune « acqua potabile ». Nondimeno l'autorità civile, che fin da principio prese un atteggiamento ostile alle apparizioni, vietò per ca. 4 mesi (dall'8 giugno al 5 ott. 1858) « nell'interesse dell'igiene pubblica » di attingere acqua a questa nuova sorgente, che ancora scorre sempre con l'abbondanza di 85 litri al minuto. Nelle attuali piscine l'acqua viene ordinariamente rinnovata una sola volta al giorno, ed in essa vengono immersi tanti infermi, spesso affetti di malattie contagiose; ma nessuno vi ha mai contratto una nuova malattia o un peggioramento, anzi molti sono guariti. Sedici di tali prodigiose guarigioni, accuratamente esaminate, offrirono al vescovo diocesano Bertrando Severo Laurence di Tarbes (dal 1912 la denominazione della diocesi è « Tarbes e L. ») una delle ragioni per poter approvare le apparizioni ed il culto pubblico di « N. Signora della Grotta di L. » o più brevemente « N. Signora di L. ». Questo fece con la coraggiosa pastorale del 18 genn. 1862, cioè appena 4 anni dopo le apparizioni.
Altre ragioni per l'approvazione ufficiale furono: 1) i buoni effetti di ordine spirituale, come conversioni e notevole risveglio delle pratiche religiose; 2) i cambiamenti ben visibili e le estasi della piccola Veggente durante le visioni: « Si trasformava, i suoi lineamenti prendevano un'espressione inconsueta, lo sguardo le si accendeva »; 3) soprattutto la testimonianza precisa e sempre coerente di un testimonio veracissimo, incapace di mentire, dunque degnissimo di fede, anche se questo testimone per forza è un individuo solo, perché egli solo ha visto qualche cosa straordinaria, e se si tratta d'una fanciulla di 14 anni (cf. Mc. 16, 14).
Dall'apr. al dic. 1858 molte altre persone a L. e nelle vicinanze ebbero « visioni »; ma erano allucinazioni o inganni diabolici, per mettere in discredito le vere visioni di s. Bernadette, e presto furono dimenticate. La lettera pastorale del 18 genn. 1862 non le menziona affatto.
Nel 1861 il luogo detto Massabielle con i suoi dintorni divenne proprietà della sede vescovile. Nell'ag. dell'anno seguente si ottenne finalmente, con l'intervento personale dell'imperatrice Eugenia, il permesso del ministro dei culti di fabbricare a Massabielle un edificio di culto pubblico. Subito l'architetto Ippolito Duran e l'energico parroco Peyramale cominciarono la costruzione, non di una cappella, come aveva chiesto la Madonna, ma di una chiesa abbastanza grande di stile gotico sulla vetta della roccia santificata. L'opera difficilissima durò pa-
recchi anni. Il 1° maggio 1866 fu celebrata nella cripta la prima Messa, ed il 15 ag. 1871, la prima Messa nella chiesa superiore. Il 2 e 3 luglio 1876 avvenne la consacrazione del nuovo Santuario alla presenza di 35 arcivescovi e vescovi, 3000 sacerdoti e ca. 100.000 fedeli.
La nota statua di marmo, tante volte riprodotta, opera di Giuseppe Fabisch, la quale piaceva molto poco alla Veggente, fu messa nella nicchia delle apparizioni il 4 apr. 1864. Fortunatamente tutta la grotta con il suo delizioso sfondo panoramico è restata nel suo stato pri-
mitivo. Dio solo sa il numero delle preghiere ivi fatte, delle Messe ivi celebrate, delle candele ivi arse, dei miracoli interiori e esteriori ivi nel corso degli anni operati. Ne danno una languida idea l'enorme quantità di stampelle ed altri doni votivi.
Poiché la Basilica superiore risultava sempre più insufficiente, verso la fine del secolo scorso, nella parte inferiore del terreno fu edificata una seconda chiesa a pianta centrale con 15 altari, adorna con i musaici dei 15 misteri del Rosario, e so-
lennemente consacrata, anch'essa con il titolo di basilica, il 6 ott. 1901.
Le processioni vespertine o notturne con fiaccole, tanto care ai pellegrini, datano dal 28 ag. 1872, e le processioni teoforiche del pomeriggio con la commovente benedizione individuale degli ammalati e le fiduciose invocazioni, ripetute dalla folla in varie lingue, rimontano al 22 ag. 1887. Negli ultimi tempi sono accaduti, durante questa benedizione degli infermi, forse più miracoli che durante il bagno nelle piscine o la preghiera davanti alla Grotta.
Il « BUREAU DES CONSTATATIONS MÉDICALES ». — Per accertare meglio tali miracoli, il dott. de Saint-Maclou creò, nel 1884, un modestissimo Bureau des constatations médicales (B.C.M.). I suoi successori furono il Boissarie (1892-1917), Marchand, Cox, Abadie-Bayro, Vallet, Leuret. Vallet (1922-47) è il fondatore dell'« Association médicale internationale de L. » (A.M.I.L.). Sotto l'attuale presidente F. Leuret tutto l'ufficio e tutta la procedura sono stati riorganizzati, per volere dell'attuale vescovo mons. P.-M. Théas.
Ora, pertanto, al « Bureau médical de L. » (B.M.L.) è aggiunto un « Bureau d'études scientifiques » (B.E.S.). Inoltre per tutta la Francia è costituita una « Commission médicale nationale » (C.M.N.), alla quale nel 1950 appartenevano 15 medici qualificati.
Se un caso di guarigione prodigiosa viene in L. presentato al B.M.L., non segue mai subito una analoga dichiarazione; ma se il caso lo merita, la persona « miracolata » viene invitata a presentarsi dopo un anno per un esame ulteriore. Così nel 1948 il B.M.L., fra tanti casi, ne aveva riservati 85 per un secondo esame. Di questi se ne presentarono nel 1949 soltanto 15, e 9 di essi furono trasmessi alla C. M. N. Se anche questa Commissione nazionale è favorevole, il caso va alla competente autorità diocesana; l'Ordinario nomina una commissione ad casum e poi, se crede, si pronunzia, in conformità al Concilio di Trento (sess. XXV).
Ad esempio: nel genn. 1951 un decreto del card. Clemente Roques, arcivescovo di Rennes, riconosce come miracolosa la guarigione di Jeanne Fretel, avvenuta a L. l'8 ott. 1948. Già il prof. Leuret nel 1950 aveva riferito

Lo stesso autore dedica 18 pagine alla guarigione di un ragazzo cieco e paralizzato di 4 anni. Di essa mons. Carlo de Provenchères, arcivescovo di Aix-en-Provence, dichiarò il 31 maggio 1949: « Nous jugeons et déclarons que la guérison de Francis Pascal, survenue à Lourdes le 31 août 1938, est miraculeuse, et doit être attribuée à une manifestation spéciale de la Bienheureuse Vierge Marie Immaculée, Mère de Dieu. Ce décret sera lu dans toutes les églises et chapelles du diocèse... On chantera un Magnificat pour remercier Notre Mère du Ciel d'un miracle qui manifeste à la fois Sa puissance et Sa tendresse maternelle » (ibid., p. 160 sg.).
Durante l'Anno Santo 1933 Maria Morbidelli, una delle Figlie di Maria della parrocchia di S. Camillo in Roma, da anni costretta a letto per tubercolosi polmonare, ossea ed addominale, si sentì d'un tratto perfettamente guarita dinanzi alla Grotta di L. L'entusiasmo prodotto da tale miracolo fra le compagne condusse alla fondazione del Pio movimento internazionale pro regolitate Mariae, ancora fiorente.
Riguardo a due degli ultimi anni il prof. Leuret dà queste cifre imponenti:
| Ann° | Pellegrini | Malati | Medici |
|---|---|---|---|
| 1948 | 2.200.000 | 15.800 | 999 |
| 1949 | 3.000.000 | 20.000 | 1200 |
Se si può con certezza concludere la credibilità di una rivelazione quando sia garantita anche da un solo miracolo, a L. se ne hanno tanti, e ancora recentemente l'attuale presidente dell'Ufficio medico di L. parlava del miracolo permanente delle piscine di L., « que aucun des malades qu'on y plonge ainsi, quelle que soit la gravité de leur état, n'en éprouve de mal, ni n'en ressente aggravation » (F. Leuret-H. Bon, p. 105). E l'esistenza stessa di questo Santuario mondiale, basato sulle visioni di una fanciulla quattordicenne e ancora pieno di vitalità dopo quasi un secolo, è già di per sé un vero miracolo, quale nessun'altra religione può vantare. Per la diocesi di L.,
V. TARBES
Vedi tav. CX.Anche per le guarigioni esiste una vasta bibl.: G. Bertin, Histoire critique des événements de L., Parigi 1905; le pubblicazioni dei presidenti dell'Ufficio medico di L.; Boisserie, Marchand, Vallet, ecc.; Azevedo do Souto, L. e a medicina, Coimbra 1923; H. Monnier, Etudes médicales de quelques guérisons survenues à L., Parigi 1930; N. Mittler, Des guérisons dites « miraculeuses » aux guérisseurs et à leur clients, ivi 1940; F. Leuret-H. Bon, Les guérisons miraculeuses modernes, ivi 1950; R. Le Bec-F. Leuret, Raisons médicales de croire aux miracles, ivi 1950. In senso contrario: E. Aigner, Die Wahrheit über eine Wunderheilung von L., Francoforte s. M. 1909; id., L. im Lichte deutscher medizinischer Wissenschaft, Monaco 1910; id., Ein Lourdeswunder vor Gericht, Francoforte s. M. 1913. Clemente M. Henze