LOVANIO, UNIVERSITÀ DI

LOVANIO, UNIVERSITÀ di. - Fondata il 9 dic. 1425 dal papa Martino V dietro richiesta di Giovanni IV, duca di Brabante, per attirare verso la capitale del Ducato i giovani dei Paesi Bassi i quali si dirigevano a Colonia e soprattutto a Parigi. Fin dal 7 marzo 1432 il papa Eugenio IV concesse l'erezione d'una Facoltà di teologia.

Dal 1425 al 1797 l'Università conservò le sue originarie caratteristiche religiose e civili, continuando a dipendere sia dall'autorità della S. Sede che da quella dei poteri nazionali, e restò l'unica università dei Paesi Bassi fino alla fondazione di quella di Douai (1560) per le province valione e di quella di Leyda (1575), per le province protestanti del Nord costituitiesi indipendenti. Nella Facoltà teologica si segnalò per il suo insegnamento Adriano Floriszoon, più tardi Adriano VI. Sotto Carlo V (1506-55), L. divenne un centro importante dell'Umanesimo; vi si fissò e sviluppò l'industria del libro. Fu visitata da Tommaso More; vi risiedette Erasmo; G. Busleyden vi fondò il famoso Collegium Trilingue; fu alla testa della lotta contro Lutero e contò teologi eminenti, come Driedo, Latomus, Tapper, Hessels; pubblicò un'edizione della Volgata (1547), una versione olandese della Bibbia (1548) e un Index dei libri proibiti (1547). Partecipò al Concilio di Trento e favorì l'erezione di nuove diocesi sotto Filippo II (M. Dierckx, Deopriching der nieuwe bisdommen in de Nederlanden onder Filips II, Anversa-Utrecht 1950).

Il periodo spagnolo dell'Università (1555-68; 1633-1715) è contrassegnato da torbidi e guerre incessanti, eccetto il tempo degli arciduchi Alberto e Isabella (1598-1633). Tuttavia si ebbero allora la revisione della Volgata, e l'edizione della Poliglotta plantiniana e si conti-

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(per cortesia di mons. Stanislao Lokuang) LOU TSENG TSIANG (Pietro Celestino), abate - Ritratto.
nuò la lotta contro i calvinisti, sebbene alcuni dottori, come Baio, ne subissero l'influenza. Così pure l'arrivo dei Gesuiti a L. originò una serie di conflitti tra essi e l'Università, sia sul piano giuridico che su quello dottrinale. Il maggiore risalto alla vecchia istituzione lo conferì il prof. Giusto Lipsio, ritornato definitivamente al cattolicesimo. Col re Filippo IV (1633) ricominciò per i Paesi Bassi un periodo di guerre con i re di Francia e L. ne soffrì molto, mentre la tranquillità interna dell'Università fu turbata per la pubblicazione dell'opera postuma Augustinus, del vescovo di Ypres, Cornelio Giansenio (v.). Altre correnti di idee agitarono il corpo insegnante, a proposito della morale lassista, mentre nella Facoltà delle arti si diffondevano le idee cartesiane (Fromondo), e nel diritto canonico Zeger van Espen sosteneva opinioni contrarie ai diritti della S. Sede. Tuttavia l'Università, nella sua maggioranza, non desistette dal difendere la più stretta ortodossia ed espulse dal suo seno coloro che non accettarono la bolla Unigenitus (1729).

Col periodo austriaco (1715-94) si ha un'ingerenza sempre maggiore dello Stato sull'Università. Giuseppe II infatti vi eresse il suo famoso Seminarium generale, finito in un fallimento, e trasportò a Bruxelles le Facoltà di diritto, di medicina e delle arti. Appena ristabilita nelle sue prerogative, il 1º marzo 1790, l'Università venne soppressa e saccheggiata dai Francesi il 25 ott. 1797; la Biblioteca fu venduta all'asta, i professori dispersi, le rendite confiscate, demoliti o malridotti molti suoi collegi.

Il governo olandese tentò di farla rivivere sotto forma di università di Stato (1816-30), aggiungendovi un collegio filosofico per il clero. Assicurata dopo la rivoluzione belga la libertà d'insegnamento, i cattolici belgi poterono farla risorgere, per merito dell'episcopato e del clero secolare che seppero creare nella popolazione un movimento di simpatia ed ottenere i fondi necessari. Col 1º dic. 1835, l'Università riprese il possesso o l'uso a L. di parte dei suoi antichi edifici.

Tra i rettori magnifici che hanno presieduto alla sua attività due specialmente meritano di essere ricordati: il primo è F.-X. de Ram, insigne storico, che dette all'Università la sua nuova organizzazione; come rappresentante dell'episcopato, egli ebbe praticamente in mano l'amministrazione dell'alma mater; ne ampliò gli orizzonti, perché insieme con la Facoltà di teologia si ebbero quelle di diritto, di medicina, di filosofia e di lettere e scienze; e più tardi vi si aggiunsero i Politecnici, gli Istituti di agronomia e di commercio, l'Istituto superiore di filosofia; sempre con il desiderio di reclutare il più gran numero di professori tra i migliori cattolici laici della nazione.

Non meno importante fu il rettorato di mons. Ladeuze, brillante esegeta e patologo. Il 25 ag. 1914 si ebbe la devastazione di L. e l'incendio della Biblioteca per opera degli eserciti tedeschi; ma seguì tosto la sua mirabile rifioritura: la personalità civile dell'Università, l'estensione dell'insegnamento delle scienze e della medicina, le nuove cliniche universitarie, il nuovo centro universitario di Heverlé, lo sdoppiamento linguistico. Se tale straordinario sviluppo ha costretto ad accettare la sovvenzione dallo Stato, tuttavia non ne restò intaccata l'indipendenza riconosciuta alle Università libere.

Numerosi professori della restaurata Università si sono distinti per i loro lavori: in teologia, mons. Beelen,

mons. Lamy, il can. Ladeuze e Van Hoonacker; in diritto, i proff. Thomissen, Van den Heuvel, Van Bieriilet, Poulet; nelle scienze sociali, Perin, Vliebergh, Brants; in medicina, Van Beneden, Van Gehuchten, Ide (scoperta della funzione delle vitamine); nelle scienze, Gilbert, Henry, Dumont (scoperta del bacino carbonifero della Campine), Vierendeel, Carnoy, Grégoire, Biourge (studi sulla cellula, la botanica); in filosofia e lettere, il can. David, il prof. Willems, il prof. Nève, mons. de Harlez (orientalista), mons. Mercier (Istituto superiore di filosofia), il can. A. Cauchie (Revue hist. ecclés.).

L'Università si distingue soprattutto per il numero di riviste e collezioni scientifiche, che da essa emanano: Ephemerides theologicae Lovanienses; Revue d'histoire ecclésiastique; Le Muséon; Analecta Lovaniensia Biblica et Orientalia; Revue philosophique de Louvain; Les philosophes belges; Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium; Spicilegium Sacrum Lovaniens (in collaborazione con i Gesuiti e i Domenicani di L.); La Cellule; Les lettres romanes; Studia Hellenistica; Re-

cueil des travaux de philosophie et lettres; la collezione Dissertationes ad gradum magistri in sacra theologia vel in iure canonico; la Sylloge exceptorum e dissertationibus ad gradum doctoris in theol. vel in iure canonico; Revue médicale de L.; Annuaire de l'Université; Leucense Bijdragen; Monumenta humanistica Lovaniensia; Material for the study of the old English drama; Lovanium.

Nell'ultimo anno accademico 1949-50 il numero degli studenti si è elevato a 7678. Rettore dell'Università, dal 1940, è mons. Van Waeyenbergh. Durante la seconda guerra mondiale si ebbe a deplorare una nuova totale distruzione della Biblioteca (17 maggio 1940) e la rovina di parecchi istituti in seguito a bombardamento aereo nel maggio 1944; ma subito dopo la liberazione il rettore si è accinto con ardore a far risorgere gli edifici distrutti e a ingrandire anche di più la secolare istituzione.

BIBL.: Privilegia Academiae Lovaniensi concessa, edd. varie 1597, 1644, 1728; A. Verhaegen, Les cinquante dernières années de l'Université de Louvain, Liegi 1884; V. Brants, L'Université de Louvain. Coup d'œil sur son histoire et ses institutions, Bruxelles 1900; L. van der Essen, Une institution d'enseignement supérieur sous l'ancien régime. L'Université de Louvain à travers cinq siècles, ivi 1927, 2ª ed. ivi 1945; id.-J. Declerq, E. Lousse, Leuven, ivi 1927; A. Simon, L'Université catholique de Louvain, in Un siècle de l'Église catholique en Belgique 1830-1930, II, Courtrai 1941, pp. 99-121. Sulle fonti manoscritte, V. L. De Wocht, Inventaire des Archives de l'Université de Louvain 1426-1797 aux Archives générales du royaume à Bruxelles, Lovanio 1927. Giuseppe Coppens
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“LOVANIO, UNIVERSITÀ DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 954. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lovanio-universita-di.