LUBIANA (LJUBLIANA), DIOCESI DI

LUBIANA (LJUBLIANA), DIOCESI di. - Diocesi nella Carniola (Jugoslavia) con 543.306 cattolici e 21.635 di altre religioni, comprende 285 parrocchie, in 18 decanati con 486 sacerdoti secolari e 175 regolari. Nelle vicinanze dell'attuale L. sorgeva già nel sec. IV la città di Emona (Pannonia superiore), sede di un vescovo, che le invasioni avaro-slovene durante il sec. VII distrussero completamente. L'opera di evangelizzazione nel paese fu ripresa da Aquileia e tutta la regione a sud della Drava stette sotto la giurisdizione dei suoi patriarchi.

Per ovviare agli inconvenienti della lontananza il patriarca Bertold di Andechs già nel 1237 si proponeva

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(per cortesia del P. U. Serant) LUBIENSKI, BERNARDO - Ritratto.
parrocchie alle quali per via di fatto se ne aggiunsero altre tredici: disperse nella Carniola, nella Stiria e nella Carinzia. Questo ordinamento poté durare attraverso lunghi contrasti fino al termine del sec. XVIII, quando l'imperatore Giuseppe II volle dare esecuzione al suo programma che i confini delle diocesi fossero gli stessi che quelli delle provincie; la diocesi di L. perdette tutte le parrocchie della Carinzia e della Stiria che furono cedute alla diocesi di Krka (Gurk) e di Lavant, ricevendo in compenso da Gorizia quelle della Carniola, ad eccezione di alcune della Carniola interiore incorporate poi nel 1792. Dal 1788 al 1806 fu anche sede metropolitana (v. GORGIA, ARCIDIOCESI di), poi fu indipendente fino al 1830 quando fu inclusa nella provincia ecclesiastica dell'Illiria. In questo momento ottenne un gruppo di parrocchie già dipendenti da Trieste. In seguito alle vicende belliche, il 25 nov. 1923 passò una seconda volta alle dirette dipendenze della S. Sede, dopo aver perduto, in seguito al Trattato di Rapallo del 1920, quattro decanati nella Nostranjaka che vennero a trovarsi in territorio italiano. Secondo il progetto del Concordato fra la S. Sede e la Jugoslavia, la diocesi di L. avrebbe dovuto essere di nuovo innalzata ad arcidiocesi.

Nel 1533 il vescovo era stato insignito da Ferdinando I del titolo di principe. Superato il periodo del protestantesimo, si ebbe per opera dei vescovi Sigismondo Cristoforo, conte di Herberstein (1683-1701), e Ferdinando di Kuenburg (1701-11) la costruzione del Duomo e del Seminario teologico di L. La reazione al rigorismo gianenista e all'ingerenza dello Stato negli affari della Chiesa s'iniziò nella seconda metà del pontificato di Antonio Luigi Wolf (1824-52) il quale fece costruire il Seminario minore e ordinò una nuova traduzione slovena della S. Bibbia e fu grande mecenate della cultura slovena. Ma il rinascimento vero e proprio della vita cattolica venne promosso dai vescovi Giacomo Missia (1884-1898), più tardi cardinale, e Antonio Bonaventura Jeglic (1898-1930).

BIBL.: A. F. Schumi, Urkunden- und Regesten-Buch für das Herzogtum Krain, 3 voll., Laibach 1882-84; J. Grunden, Cerkvene razmere pri Slovencih in ustanoviten ljubljanske Božije, Lubiana 1908; J. R. Kusej, Josef II. und die äussere Kirchenverfassung Inner-Österreichs, Bonn 1908; J. Turk, O poletnih ljubljanske Božije (Casopis za zgodovino in narodopisje, 32 (1937), p. 73. Francesco Dolinar
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“LUBIANA (LJUBLIANA), DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 957. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lubiana-ljubliana-diocesi-di.