LUCIO I, PAPA, santo. - Successe a Cornelio, nel sett. 253. Appena eletto, fu esiliato, insieme con parecchi fedeli, dall'imperatore Gallo; rimase però in esilio poco tempo, poiché, sopravvenuta la morte dell'Imperatore e l'esaltazione di Valeriano (ott. 253), poté ritornare a Roma. Morì nel marzo successivo, dopo aver retto la Chiesa per soli 8 mesi (Eusebio, Hist. eccl., VII, 2). Fu seppellito nel cimitero di Callisto sulla Via Appia, nella cripta dei papi, dove è stata ritrovata la lapide sepolcrale. Nella Deposito episcoporum del cronografo del 354 è commemorato il 5 marzo, mentre il vero dies natalis è il 4, ricordato dal Martirologio geronimiano.
S. Cipriano, che gli scrisse una calorosa lettera per congratularsi della sua esaltazione e per il ritorno dall'esilio, lo chiama martire insieme con il predecessore Cornelio; sembra però che la Chiesa romana non l'abbia riconosciuto come tale, poiché il suo nome non appare nella Deposito martyrum. Secondo la testimonianza dello stesso s. Cipriano, L. si occupò della questione dei lapsi, stabilendo che si dovesse concedere loro la pace e la comunione ecclesiastica dopo un'adeguata penitenza. Nessun documento del genere però è stato conservato, e la lettera che oggi si attribuisce a L., diretta ai vescovi della Gallia e della Spagna, è certamente acerrima.