LUIGI FILIPPO, duca d'Orléans, re dei FRANCESI. - N. il 6 ott. 1773 a Parigi, m. il 26 ag. 1850 nel castello di Claremont, contea del Surrey (Inghilterra).

(da H. Kehrer, F. de Zurbaran, Monaco 1918, tav. (1)
Alla morte di Luigi XVIII, Carlo X gli conferì il titolo di altezza reale. Dopo la promulgazione delle quattro ordinanze da parte di Carlo X, le quali determinarono lo scoppio della rivoluzione di luglio, il duca d'Orléans, con l'appoggio di Thiers, divenne, il 30 luglio 1830, reggente. Il 7 ag., in seduta comune delle due Camere, fu proclamato re dei Francesi e prestò giuramento sulla nuova Costituzione. Il nuovo Re si trovò subito di fronte due oppositori, i legittimisti ed i repubblicani. Per tenerli a freno egli si appoggiò a ministeri sostenuti dalla maggioranza parlamentare, ma dopo l'insurrezione parigina del giugno 1832, domata dall'esercito, L. F. si ingerì sempre di più negli affari politici e nel governo del paese e si adagiò in una forma di conservatorismo tendente a garantire alla borghesia che lo aveva portato al potere i vantaggi acquisiti, rifuggendo da qualsiasi programma di riforme. Si venne così a creare uno iato tra il paese legale ed il paese reale, tra il Parlamento e l'opinione pubblica, che portò il 24 febbr. 1848 all'abdicazione del Re e dalla proclamazione della Repubblica. Alla stessa evoluzione fu soggetta la politica estera della Francia in questo periodo. Dapprima il Sovrano appoggiò i movimenti nazionali in Europa, e proclamò durante i moti italiani del 1831 il principio del non intervento, ma in seguito, dopo il 1840, egli si avvicinò all'Austria (al cui intervento armato nello Stato pontificio si era invece opposto nel 1832 con l'occupazione di Ancona per contrastare l'influenza politica di Vienna nella penisola), ed adottò pure in politica estera il rigido conservatorismo della politica interna. Troppo scettico per farsi persecutore, L. F. nelle relazioni con la Chiesa fu in sostanza prigioniero delle forze politiche che l'avevano condotto al potere, tanto da vedersi costretto, durante la seconda parte del suo regno, ad adottare, nella questione scolastica e verso i Gesuiti, una politica contraria alla religione cattolica ed alla S. Sede.
P. Martin, La nonciatura de Paris et les affaires ecclésiastiques de France sous le règne de Louis-Philippe, ivi 1949; E. Piscitelli, Stato e Chiesa sotto la Monarchia di luglio, Roma 1950.