LUIGI IV, detto il Triondo, re di FRANCIA. - Figlio del re Filippo I di Francia, n. a Parigi probabilmente nel 1881, m. il 10 ag. 1937. Secondo l'uso dei Capetingi, era stato associato alla corona mentre era vivo suo padre, Filippo I, verso il 1908. Soprannominato «il Grosso», a causa della sua obesità, fu anche chiamato «il Battagliero», dai vassalli feudali, ai quali voleva imporre il rispetto della sua autorità di sovrano e signore.
Gli sforzi di L. VI, tuttavia, annunciano «il risveglio del regno» (Luchaire). Egli si vale dei consigli del suo amico Suger, abate di St-Denis, si affranca dalla tutela dei grandi ufficiali (siniscalco, cancelliere), spogliando dalle loro funzioni gli ambiziosi. L. VI dispose di un dominio pacificato e ben amministrato. I preposti alle sue terre reclutano soldati e amministrano la giustizia. L. VI punì i grandi signori dediti al brigantaggio, come il sire di Coucy e il sire di Puiset, con il concorso e l'aiuto dei contadini.
Il Re si assicura anche la fiducia dei borghesi delle città del suo dominio e fuori, sostenendo, ad es., il movimento comunale a Laon contro il vescovo Gaudry, e confermando le carte di franchigia, ad es., a Beauvais (1115). Il Re può anche contare sull'appoggio del clero, di cui incoraggia la riforma, e del Pontefice, che egli sostiene nella sua lotta contro l'Impero. Il prestigio e l'autorità di L. VI si manifestano nel 1124, quando tutti i baroni si raggruppano intorno a lui per resistere all'invasione del regno da parte dell'imperatore Enrico V. BIBLICA.: A. Luchaire, Louis VI le Gros, Parigi 1890; E. Lavisse, Hist. de France, II, 1, 1910, pp. 311-31; A. Longnon, La formation de l'unite française, 1912; H. Wauquet, La vie de Louis VI le Gros par Suger, 1912; C. Petit-Dutailis, La Monarchie féodale, 1913; id., Les Communes françaises, 1914; R. Fawtier, Les Capétiens et la France, 1914. Guglielmo Mollat