LUNATICO (σελγνιαζόμενος, da σελήνη «luna»). - Gli antichi chiamavano l. i colpiti da epilessia (mal caduco, morbo sacro, comiziale), che si attribuiva a influssi lunari.
Tra i molti malati guariti da Gesù presso il lago di Tiberinde c'erano anche dei l. (σελγνιαζόμενοι; Mt. 4, 24), che, in questo caso, sono distinti dagli indemoniati (δαιμονιζόμενοι).
Invece il l. Trasfigurazione (v.) era anche indemoniato. Il fatto è narrato dai tre Sinottici (Mt. 17, 15, tra i sintomi del male, scrive: σελγνιάζεται «lunaticus est»; Mc. 9, 14-29 dà maggiori particolari; Lc. 9, 37-43 segue una via di mezzo). Che quel ragazzo fosse non solo epilettico, ma anche indemoniato, risulta non solo dall'impressione del padre e degli Apostoli (che potrebbero rispecchiare la comune mentalità popolare, che attribuiva al demonio le malattie, e specialmente queste) ma anche dall'affermazione chiara degli Evangelisti e soprattutto dall'esorcismo di Gesù: «Muto e sordo spirito, te l'impongo io, esci da lui e non entrarvi mai più» (Mc. 9, 25).
I sintomi del mutismo e della sordità ed altri particolari non sono quelli dell'epilessia. Non è sostenibile l'ipotesi che Gesù si sia adattato ad una falsa opinione popolare, parlando così: insegnava la realtà delle possessioni diaboliche e, dopo il miracolo, soggiungeva agli Apostoli, dolenti di non aver potuto scacciare lo spirito maligno: «Questa razza non si scaccia se non con l'orazione [e il digiuno]» (Mc. 9, 29).