LUXEUIL, ABBAZIA di. - Nella diocesi di St-Cloud nel dipartimento della Haute-Savoie in Francia. L., antico borgo celta, fu stazione termale in età romana.
Nel 582 il monaco irlandese s. Colombano fondò a L. un monastero che divenne ben presto un centro di studi molto stimato. Introdottavi poi la Regola benedettina, fu posto sotto la diretta dipendenza della S. Sede e favorito da Carlomagno; gli abati ebbero il titolo di principi dell'Impero. La decadenza cominciò alla fine del sec. xv; Carlo V incorporò la Signoria di L. alla Franca Contea, riunita poi alla corona di Francia nel 1678. L'abbazia venne soppressa nel 1790 dalla Rivoluzione Francese. La chiesa abbaziale di S. Pietro fu eretta tra il 1328-40; è a tre navate con l'abside principale a cinque nicchie e le due absidi laterali quadrate; gli stalli del coro, scolpiti nel 1545 per la cattedrale di Besançon, furono ceduti a L. nel 1675. Nel transetto è una statua di S. Pietro del sec. xiii. A sud della chiesa sorge il chiostro con annessi edifici abbaziali in parte dell'inizio del sec. xvii. L'antico palazzo abbaziale oggi serve da presbiterio e da municipio. A L. nacque Giovanni Jouffroy (1412-73), poi abate di L., vescovo di Albi e cardinale. Poche sono le notizie sullo scriptorium di L. e della sua duplice biblioteca monastica, quella cioè comprendente i libri corali e l'altra degli autori profani. Non è pervenuto alcun catalogo antico e i manoscritti furono dispersi negli incendi subiti più volte e nel periodo della commedia. Mabillon, visitandola nel 1683, non trovò che pochi manoscritti. Nel 1790 questi erano ridotti a 33 secondo una lista allora fatta dal priore dom Watherot (L. Ecrement, Essai historique sur la ville et l'abbaye de L., Lure 1865, p. 136); altri 13 erano a Vesoul; uno fu venduto a Londra nel 1859, un altro figura a Berna, e uno nella biblioteca di Pierpont Morgan.
L'antiquissimum lectionarium Gallicanum scopertovi da
Mabillon (Iter germanicum, Amburgo 1717, p. 11) riappare in una vendita nel 1875 e venne poi in possesso della Biblioteca nazionale di Parigi (ora Ms. lat. 9427). È stato di recente edito dal p. P. Salmon (Le lectionnaire de L., Roma 1944) il quale ha dimostrato che esso venne redatto per una chiesa secolare che l'autore ritiene sia quella di Langres (id., Le lectionnaire de L. Ses origines et l'église de Langres, in Revue bénédictine, 53 [1941], p. 103; id., La liturgie langnoise au XIe-XIIe siècle d'après les mss. 789, in Miscellanea liturgica in honorem L. C. Mohlberg, I, Roma 1948, pp. 443-50).