LUZA (EBR. LÁZ «MANDORLO», SETTANTA^AOU^A)

LUZA (ebr. láz «mandorlo», Settanta^Aou^a). - Nome primitivo d'una località cananea, ca. 17 km. a nord di Gerusalemme, alla quale più BETHESDA (v.) o «casa di Dio» in ricordo della visione della scala e degli Angeli ivi avuta da Giacobbe mentre si recava da Bersabea a Haran (Gen. 28, 11-28). Era situata quasi al centro della Palestina, e nella divisione della Terra Prossessa venne a trovarsi ai confini delle tribù di Ephraim e di Beniamin (cf. Jos. 16, 1 sgg.; 8, 3).

Quivi Abramo aveva eretto un altare e invocato il nome di Jahweh (Gen. 12, 8; 13, 3-4): un altro cippo eresse Giacobbe a ricordo della visione avuta e della divina apparizione, che poi rievocò al suo ritorno da Haran con rito solenne, ricevendo conferma delle promesse già fattegli dal Signore. Probabilmente in questa occasione venne mutato il nome di L. in quello di Bethel (cf. Gen. 35, 1-15), celebre nella storia d'Israele.

Lo stesso nome L. fu dato ad una città nel paese degli Hittiti, costruita in seguito all'occupazione israelita di L.-Bethel da un canone che aveva indicato la via agli Ebrei per impadronirsi di quella città: lasciato libero con la sua famiglia, se ne andò nel paese degli Hittiti e vi fondò una città cui diede nome L. (cf. Judg. 1, 22-26).

Bibl.: A. Legendre, Bethel, in DB, I, coll. 1672-80; L. Fonck, Bethel, in Lex. Bibl., I, coll. 638-41. Per l'identificazione di L. con Bethel cf. A. Fernández, El límite septentrional de Benjamin, in Biblia, 13 (1932), pp. 49-60. Gaetano Stano