LUZIO, ALESSANDRO. - Storico, n. a S. Severino Marche il 25 sett. 1857, m. a Mantova il 22 ag. 1946. Si diede al giornalismo politico, polemizzando sui fogli moderati con socialisti e massoni, e a studi di storia letteraria. Dal 1882 al 1893 diresse la Gazzetta di Mantova.
Esule a Vienna, in seguito ad un processo, ne approfitto per studiare il Risorgimento sulle fonti austriache e combattere leggende e diffamazioni dettate da passioni politiche. L'importanza eccessiva data all'inedito e la dispersione in brevi confutazioni e polemiche gli impedirono spesso la creazione di opere storiche di ampio respiro e gli sollevarono contro molti nemici. Un particolare im
peggio egli pose nel demolire il mito della massoneria, promotrice e massima autrice del Risorgimento nazionale; dimostrò infatti che essa riapparve e rifiò solo dopo che il problema unitario era stato da altri affrontato a risolto.
Rientrato in Italia, fu creato nel 1899 sovrintendente dell'Archivio di Mantova, e nel 1917 di quello di Torino; si adoperò quindi per rendere gli archivi di Stato sempre più accessibili agli studiosi, che non sempre però gli riconobbero tale merito, e per procurare agli archivi stessi doni di privati.
Tra le sue opere principali vanno ricordate: Le cinque giornate di Milano nelle narrazioni di fonte austriaca (Roma 1899); A. Salvotti e i processi del Ventuno (ivi 1901); Il processo Pellico-Maroncelli (Milano 1903); I martiri di Belfiore (ivi 1905); Felice Orsini (ivi 1914); Carlo Alberto e Mazzini (Torino 1923); Garibaldi, Cavour, Verdi (ivi 1924); La massoneria e il Risorgimento italiano (2 voll., Bologna 1925); e, oltre all'edizione dei carteggi cavouriani (9 voll., ivi 1926-33), il grosso volume Aspromonte e Mentana (Firenze 1935).