MACCHI, Vincenzo. - Cardinale, n. a Capodimonte, diocesi di Montefiascone, il 31 ag. 1770, m. a Roma il 30 sett. 1860. Addetto alla nunziatura di Lisbona, quando i Francesi invasero il Portogallo nel 1808 sostituì il nunzio Lorenzo Calepi come incaricato di affari.
Eletto nel 1818 arcivescovo titolare di Nisibi fu nunzio apostolico presso la Confederazione elvetica, quindi, nel genn. 1820, nunzio a Parigi; e nel 1826 cardinale.
Nel 1828 ebbe la nomina a legato apostolico di Ravenna e divenne nel 1835 presidente della Congregazione della Revisione dei conti e nell'anno successivo legato apostolico di Bologna, dimostrando in questi uffici un grande senso di moderazione e di equilibrio. Fu inoltre prefetto della Congregazione del Concilio (1834) e dal 1840 vescovo di Palestrina, poi prefetto della Segnatura di giustizia dal 1841, vescovo di Porto, S. Rufina e Civitavecchia e sottodecano del S. Collegio (1844). Pio IX, nei primi giorni del suo pontificato, lo nominò membro di una Commissione destinata a trattare gli affari di Stato.
Alla morte del card. Micara (1847), fu vescovo di Ostia e Velletri e decano del S. Collegio; ad Ostia si interessò molto per i restauri del famoso castello e a Velletri istituì le scuole serali, che affidò alla direzione dei Dottrinari, restaurò la Cattedrale ed eresse la facciata della chiesa di S. Lucia. Tenne successivamente le cariche di datario di S. Santità e di Segretario dei Brevi apostolici. Il suo sepolcro è ai SS. Giovanni e Paolo.