MACEARTA, DIOCESI di. - È una delle meno estese delle Marche, ma delle più importanti, perché situata nel mezzo della regione, di cui fu centro di vita civile, intellettuale, amministrativa, si da essere considerata capitale della Marca d'Ancona e divenne sede dei rettori e vicari della Marca, della Tesoreria, della Curia generale e dei cardinali legati. La città è posta sopra un colle, a ca. m. 300 sul mare, da cui dista in linea d'aria poco più di 20 km., a quasi uguale distanza dai fiumi Potenza e Chienti, in territorio fertilissimo. Conta 32.000 ab. con 13 parrocchie.
Dopo la distruzione di Helvia Ricina, colonia romana, posta sulla sinistra del Potenza, nel 553 gli abitanti si sparsero sui colli circostanti costituendovi piccole comunità: già nel sec. VIII, sul colle di M. si trovano alcuni gruppi di popolazione: Podium montis S. Iuliani, nel comitatus di Cais di Fermo, e Castellum de M. nel comitatus di Camerino, sotto un signore locale. Nel 1116 gli abitanti del Podium o Poggio ebbero carta di franchigia confermata nel 1138, quando i tre gruppi si erano già uniti sotto il solo nome di M. Nel 1320, Giovanni XXII, soppressa la diocesi di Recanati, ribellatasi alla Chiesa, elevò al grado di città e diocesi M. per premiare la immutata fedeltà. Con tale determinazione il territorio di M. arrivava fino al mare, comprendendo anche il santuario della S. Casa di Loreto. Il primo vescovo della nuova diocesi fu lo stesso vescovo di Recanati, a cui successe il b. Pietro Mulucci dei signori di M. Nel 1357, Innocenzo VI, ristabilita la diocesi di Recanati, la unì con M. L'unione durò fino al 1586, salvo una breve interruzione dal 1516 al 1546. Dei vescovi delle due diocesi unite si deve ricordare Angelo Correr (dal 1415 al 1417), già legittimo papa Gregorio XII, che rinunziò al pontificato nel Concilio di Costanza, per porre termine allo scisma. Nominato legato della Marca e vescovo di M. e Recanati, morì in quest'ultima città nel 1417, ed è sepolto nella Cattedrale. Altro vescovo che ebbe grande importanza storica è Giovanni Vitelleschi di Corneto Tarquinia. Nominato alle sedi di M. e Recanati e legato del Piceno, nel 1431, si adoperò con tutte le forze a ristabilire nei domini della Chiesa l'autorità del papa; ebbe l'onore di una statua
in Campidoglio e fu salutato terzo fondatore di Roma. Nel 1435 fu creato cardinale e nominato arcivescovo di Firenze, quindi patriarca di Alessandria; morì tragicamente in Castel S. Angelo nel 1442. L'ultimo vescovo delle sedi unite fu Galeazzo Moroni, nipote di s. Carlo Borromeo, che rimase nella sede di M. separata da Recanati nel 1586. In quest'anno Sisto V, reintegrata la diocesi di Tolentino, l'uni con M. alla quale furono attribuiti i comuni di Urbisaglia e Pollenza, sottratti alla diocesi di Camerino.
Nelle due sedi, fino ai nostri giorni si sono successi 23 vescovi, fra i quali s. Vincenzo Maria Strambi (1801-24), Amedeo Zangari (1815-64), morto in concetto di santità, Sebastiano Galeati (1881-88) poi cardinale e arcivescovo di Ravenna.
Patroni principali di M. e diocesi: Maria S. ma della Misericordia (prima domenica di sett.) e s. Giuliano l'Ospitatore (31 ag.).
M. ha dato i natali a molti personaggi illustri ecclesiastici e laici: dei primi si ricordano i cardinali: Buonaccorso Buonaccorsi (1616-78), Prospero Marfocchi (creato nel 1724), Simone Buonaccorsi (1708-76), Mario Compagnoni Marfocchi (1714-80), Guglielmo Pallotta (1727-95), Giuseppe Ugolini (1783-1863); ed anche: p. Matteo Ricci (1552-1610), il più grande missionario e primo geografo della Cina; il servo di Dio p. Giulio Mancinelli (1537-1618); il canonico Gian Mario Crescimbeni (1663-1728), storico, letterato, primo custode dell'Arcadia; p. Giuseppe Asclepio (1706-76), fisico e astronomo; p. Cassiano Beligatti (1708-91), missionario del Tibet; p. Francesco De Vico (1805-48), astronomo insigne; p. Orazio Civalli (1594-1621), autore di una preziosa relazione sui conventi delle Marche. Sono nati in M. numerosi vescovi ed altri ecclesiastici insigni per dottrina e santità, p. c. s.: Pompeo Compagnoni (sec. XVIII), vescovo di Osimo e Cingoli, storico della Chiesa di Osimo, definito dal Muratori "il prelato più dottore d'Italia e l'esempio dei vescovi"; il card. Gabriele Filippucci, giurista, che nel 1706 rinunciò alla porpora. Nell'altro campo: Floriani Pompeo (1545-1600) e Pietro Paolo (1585-1638), condottieri ed ingegneri militari; Pompeo Compagnoni (1602-75), storico del Piceno; Diomede Pantaleoni (1810-1885), medico e politico; Lauro Rossi (1810-85), musicista e compositore.
S. Maria della Porta: due chiese sovrapposte, l'inferiore del sec. IX, la superiore del '300, con ricco portale romanico-gotico; S. Maria delle Vergini, su disegno di Galasso Alghisi da Carpi, seconda metà del '500, a croce greca con alta cupola ottagonale, ricca di opere d'arte; la Cattedrale di G. Giuliano, monumento nazionale, ricostruzione di Cosimo Morelli da Imola, della fine del '700; la collegiata del S.Mo Salvatore (S. Giovanni) di Rosato Rosati del sec. XVII, autore dell'interno di S. Carlo a' Catinari di Roma; S. Paolo, di Ambrogio Mazzenta, il quale ricostruì la metropolitana di Bologna; tempio dell'Immacolata, moderno, di G. Rossi; degno di speciale menzione il santuario basilica della Madonna della Misericordia: prima costruzione 1447, rinnovato e ingrandito nella metà del '700 dal Vanvitelli: conserva tele e affreschi di F. Mancini, S. Conca, B. Biagetti e vi si venera la miracolosa immagine della S.Ma Vergine, patrona principale della città e diocesi.
Resti del teatro di Helvia Ricina; la Fonte Maggiore del '1325; Palazzo della Prefettura già dei cardinali legati (sec. XIII-XXI); Loggia dei Mercanti, del '1505, attribuita a Giuliano da Maiano; numerosi palazzi privati tra i quali: Palazzo Floriani di Pellegrino Tibaldi (sec. XVI), Palazzo dei Diamanti, la Torre del Comune di G. Alghisi da Carpi, Palazzo Ugolini del Valadier, Sferisterio monumentale di Ireneo Alacandi, ecc.
Molte nel passato e nel presente, con istituti di educazione, asili, ospedali, case di cura. Tra le confraternite, assai numerose in passato, sono da ricordare quella del S.Mo Sacramento nella Cattedrale, istituita fin dal 1496, una delle prime di tutto il mondo che ebbe il singolarissimo privilegio, fin dai primi anni del '500, di ottenere nel Venerdì Santo la liberazione dei condannati a morte: il quale privilegio ridotto da Paolo V, nel 1614, ad un condannato solo, è stato esercitato senza interruzioni fino al 1860; Confraternita della S.Ma Trinità nel santuario della Misericordia fin dal 1577. Delle antiche corporazioni di "arte e mestieri" e congregazioni, molto numerose, rimane la sola Congregazione dei mercanti e artisti. Inoltre a M. ha avuto origine nel 1566 la pia pratica dell'Esposizione del S.Mo Sacramento, in tempo di carnevale, in riparazione alle offese fatte al Signore.
Il più antico ricordo di uno Studio di diritto risale al 1290; nel 1540, Paolo III costituì l'Università studiorum, con tutti i privilegi papali e imperiali delle Università di Bologna e di Padova, con le facoltà di teologia, filosofia, legge, morale, fisica naturale, medicina. Vi insegnarono, prima di salire al pontificato, Sisto V, Gregorio XVI; Annibal Caro, e i più valenti dottori degli Ordini religiosi, esistenti in M. Nel 1870 fu soppressa da Napoleone, ripristinata con gli antichi privilegi da pio VII, nel 1816; da Leone XII, nel 1826, fu dichiarata pontificia con le facoltà di teologia, giurisprudenza, medicina, matematica, sottoposta all'autorità del vescovo, con il titolo di cancelliere; aggregata le Marche all'Italia, divenne regia; le facoltà vennero a mano a mano diminuite, presentemente vi è la sola facoltà di giurisprudenza, molto frequentata.
Istituito secondo il Concilio di Trento, nel 1615, ma già ideato dal vescovo Galeazzo Mononi fin dal 1584; ebbe varie sedi: una fu costruita da S. Vincenzo Strambi; l'attuale risale alla prima metà dell'800; conservò fino al 1912 la facoltà di concedere i gradi accademici in teologia.
La più importante della città è regione è la comunale Mozzi-Borgetti; conta più di 200.000 volumi, numerosi incunaboli, e ca. 1600 manoscritti, molti dei quali di grande pregio e speciale interesse; la Biblioteca del Seminario, formata in gran parte con i libri lasciati da S. Vincenzo Strambi, conta più di 6000 volumi, con preziose opere di carattere ecclesiastico, edizioni "aldine" e un notevole incunabolo: Biblia cum concordantiiis in margine edito a Bressanone nel 1486; notevole la Biblioteca universitaria, specializzata per gli studi giuridici.
Presso la Biblioteca comunale, in perfetto ordine è collocato l'Archivio priorale del comune di M., con 949 pergamene, dal 1176 al 1804, e 1084 codici dal 1278 al 1808. Importantissimo l'Archivio della S. Rota maceratese, che comprende 3259 volumi dal 1589 al 1798. La S. Rota maceratese, istituita, come è stato accennato, da Sisto V, in data 15 marzo 1588, estendeva la sua giurisdizione sulle province di Ancona, Ascoli, Fermo, M., Pesaro, e sui Ducati di Urbino e Camerino; e giudicava in sede di appello tutte le sentenze dei tribunali ecclesiastici, civili, penali; per convenzione interrotta, un uditore della S. Rota di Perugia risiedeva in M. e viceversa. Fu soppressa da Napoleone; Pio VII nel 1816 ripristinò il tribunale con il titolo di appello.
L'Accademia dei Catenati, fondata nel 1574; vi appartenero gli uomini più dotti di ogni parte d'Italia: si propose lo studio delle belle lettere, la poesia, l'eloquenza, la filologia, la storia, la critica; dopo un periodo di inazione nel secolo passato, ha ripreso notevole attività, promovendo corsi di cultura molto apprezzati.
Si può anche ricordare l'esistenza in M. di una zecca, di cui si hanno notizie fin dal 1337, in una lettera del papa Benedetto XII al rettore della città. Vi si convivano monete di rame, argento, oro, con lo stemma del papa e le immagini del Signore, della Madonna e di vari santi; funzionò con qualche intervallo, fino al 1799.
Appartengono a M. i comuni di: Urbisaglia (ab. 5000) sulle rovine della omonima città romana, distrutta nel 408 da Alarico re dei Visigoti. Notevoli: la parrocchia collegiata di S. Lorenzo, la Rocca del '400, forse la più bella delle Marche, la Maestà, piccola chiesa del 1429, con affreschi votivi dei secc. XV-XVI. Nel