MACEIÒ, ARCIDIOCESI di. - Capitale e arcidiocesi dello Stato di Alagôas nel Brasile.
Su una superficie di 11.928 kmq. conta 623.756 ab., dei quali 620.000 cattolici, distribuiti in 28 parrocchie, servite da 45 sacerdoti diocesani e 16 regolari, coadiuvati da 7 comunità religiose maschili e 10 femminili; ha un seminario provinciale (N. Signora dell'Assunta) e un seminario minore; 41 istituti di educazione e 5 opere di carità e beneficenza.
La diocesi fu creata con la bolla di Leone XIII «Postremis hisce temporibus» del 2 luglio 1900 col nome di Alagôas (vi comprese tutto lo Stato), dismembrandola dalla arcidiocesi di Olinda e Refice; cedette a sua volta (3 apr. 1916) un gruppo di parrocchie per la nuova diocesi di Penedo; cambiò il nome in M. il 25 ag. 1917;
fu elevata a metropolitana il 13 febbr. 1920. Ha come suffragance le diocesi di Aracaju e Penedo.
Il primo vescovo della diocesi fu A. M. de Castilho-Brandao (m. nel 1910), il successore M. A. de Oliveira Lopez, che vi fondò il giornale O Mensageiro de Fe, vi divenne primo arcivescovo.
Titolare della cattedrale è N. Senhora dos Prazeres.
MACERATA,
DIOCESI di. - È una delle meno estese delle Marche, ma delle più importanti, perché situata nel mezzo della regione, di cui fu centro di vita civile, intellettuale, amministrativa, si da essere considerata capitale della Marca d'Ancona e divenire sede dei rettori e vicari della Marca, della Tesoreria, della Curia generale e dei cardinali legati. La città è posta sopra un colle, a ca. m. 300 sul mare, da cui dista in li-
nea d'aria poco più di 20 km., a quasi uguale distanza dai fiumi Potenza e Chienti, in territorio fertilissimo. Conta 32.000 ab. con 13 parrocchie.
I. STORIA
Dopo la distruzione di Helvia Ricina, colonia romana, posta sulla sinistra del Potenza, nel 553 gli abitanti si sparsero sui colli circostanti costituendovi piccole comunità: già nel sec. VIII, sul colle di M. si trovano alcuni gruppi di popolazione: Podium montis S. Iuliani, nel comitatus e diocesi di Fermo, e Castellum de M. nel comitatus di Camerino, sotto un signore locale. Nel 1116 gli abitanti del Podium o Poggio ebbero carta di franchigia confermata nel 1138, quando i tre gruppi si erano già uniti sotto il solo nome di M. Nel 1320, Giovanni XXII, soppressa la diocesi di Recanati, ribellatasi alla Chiesa, elevò al grado di città e diocesi M. per premiarne la immutata fedeltà. Con tale determinazione il territorio di M. arrivava fino al mare, comprendendo anche il santuario della S. Casa di Loreto. Il primo vescovo della nuova diocesi fu lo stesso vescovo di Recanati, a cui successe il b. Pietro Mulucci dei signori di M. Nel 1357, Innocenzo VI, ristabilita la diocesi di Recanati, la unì con M. L'unione durò fino al 1586, salvo una breve interruzione dal 1516 al 1546. Dei vescovi delle due diocesi unite si deve ricordare Angelo Correr (dal 1415 al 1417), già legittimo papa Gregorio XII, che rinunziò al pontificato nel Concilio di Costanza, per porre termine allo scisma. Nominato legato della Marca e vescovo di M. e Recanati, morì in quest'ultima città nel 1417, ed è sepolto nella Cattedrale. Altro vescovo che ebbe grande importanza storica è Giovanni Vitelleschi di Corneto Tarquinia. Nominato alle sedi di M. e Recanati e legato del Piceno, nel 1431, si adoperò con tutte le forze a ristabilire nei domini della Chiesa l'autorità del papa; ebbe l'onore di una statua
Nelle due sedi, fino ai nostri giorni si sono succeduti 23 vescovi, fra i quali s. Vincenzo Maria Strambi (1801-24), Amedeo Zangari (1815-64), morto in concetto di santità, Sebastiano Galeati (1881-88) poi cardinale e arcivescovo di Ravenna.
Patroni principali di M. e diocesi: Maria S. ma della Misericordia (prima domenica di sett.) e s. Giuliano l'Ospitatore (31 ag.).
II. PERSONAGGI ILLUSTRI
M. ha dato i natali a molti personaggi illustri ecclesiastici e laici: dei primi si ricordano i cardinali: Buonaccorso Buonaccorsi (1616-78), Prospero Marefoschi (creato nel 1724), Simone Buonaccorsi (1708-76), Mario Compagnoni Marefoschi (1714-80), Guglielmo Pallotta (1727-95), Giuseppe Ugolini (1783-1863); ed anche: p. Matteo Ricci (1552-1610), il più grande missionario e primo geografo della Cina; il servo di Dio p. Giulio Mancinelli (1537-1618); il canonico Gian Mario Crescimbeni (1663-1728), storico, letterato, primo custode dell'Arcadia; p. Giuseppe Asclepi (1706-76), fisico e astronomo; p. Cassiano Beligatti (1708-91), missionario del Tibet; p. Francesco De Vico (1805-48), astronomo insigne; p. Orazio Civalli (1594-1621), autore di una preziosa relazione sui conventi delle Marche. Sono nati in M. numerosi vescovi ed altri ecclesiastici insigni per dottrina e santità, p. es.: Pompeo Compagnoni (sec. XVIII), vescovo di Osimo e Cingoli, storico della Chiesa di Osimo, definito dal Muratori «il prelato più dotto d'Italia e l'esempio dei vescovi»; il card. Gabriele Filippucci, giurista, che nel 1706 rinunciò alla porpora. Nell'altro campo: Floriani Pompeo (1545-1600) e Pietro Paolo (1585-1638), condottieri ed ingegneri militari; Pompeo Compagnoni (1602-75), storico del Piceno; Diomede Pantaleoni (1810-1885), medico e politico; Lauro Rossi (1810-85), musicista e compositore.III. MONUMENTI
S. Maria della Porta: due chiese sovrapposte, l'inferiore del sec. IX, la superiore del '300, con ricco portale romanico-gotico; S. Maria delle Vergini, su disegno di Galasso Alghisi da Carpi, seconda metà del '500, a croce greca con alta cupola ottagonale, ricca di opere d'arte; la Cattedrale di G. Giuliano, monumento nazionale, ricostruzione di Cosimo Morelli da Imola, della fine del '700; la collegiata del S. Mo Salvatore (S. Giovanni) di Rosato Rosati del sec. XVII, autore dell'interno di S. Carlo a' Catinari di Roma; S. Paolo, di Ambrogio Mazzenta, il quale ricostruì la metropolitana di Bologna; tempio dell'Immacolata, moderno, di G. Rossi; degno di speciale menzione il santuario basilica della Madonna della Misericordia: prima costruzione 1447, rinnovato e ingrandito nella metà del '700 dal Vanvitelli: conserva tale e affreschi di F. Mancini, S. Conca, B. Biagetti e vi si venerà la miracolosa immagine della S. ma Vergine, patrona principale della città e diocesi.IV. EDIFICI CIVILI
Resti del teatro di Helvia Ricina; la Fonte Maggiore del 1325: Palazzo della Prefettura già dei cardinali legati (secc. XIII-XVI); Loggia dei Mercanti, del 1505, attribuita a Giuliano da Maiano; numerosi palazzi privati tra i quali: Palazzo Floriani di Pellegrino Tibaldi (sec. XVI), Palazzo dei Diamanti, la Torre del Comune di G. Alghisi da Carpi, Palazzo Ugolini del Valadier, Sferisterio monumentale di Ireneo Alcandri, ecc.V. ISTITUZIONI BELIGIOSE
Molte nel passato e nel presente, con istituti di educazione, asili, ospedali, case di cura. Tra le confraternite, assai numerose in passato,sono da ricordare quella del S. Mo Sacramento nella Cattedrale, istituita fin dal 1496, una delle prime di tutto il mondo che ebbe il singolarissimo privilegio, fin dai primi anni del '500, di ottenere nel Venerdì Santo la liberazione dei condannati a morte: il quale privilegio ridotto da Paolo V, nel 1614, ad un condannato solo, è stato esercitato senza interruzioni fino al 1860; Confraternita della S. ma Trinità nel santuario della Misericordia fin dal 1577. Delle antiche corporazioni di «arte e mestieri» e congregazioni, molto numerose, rimane la sola Congregazione dei mercanti e artisti. Inoltre a M. ha avuto origine nel 1566 la più pratica dell'Esposizione del S. Mo Sacramento, in tempo di carnevale, in riparazione alle offese fatte al Signore.
