MACEDO, FRANCISCO

MACEDO, FRANCISCO. - Francesca minore, teologo, detto anche da S. Agostino. N. a Coimbra nel 1596, m. a Padova il 19 maggio 1681. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1610, passò poi (1642) ai Minori Riformati e da questi (1645) ai Minori Osservanti.

In patria parteggiò per la casa di Braganza e fu nominato cronologo latino dal re Giovanni IV di Portogallo. Fu anche predicatore e consigliere della regina Anna di Francia. Chiamato a Roma da Alessandro VII, insegnò teologia al Collegio di Propaganda Fide e storia ecclesiastica alla Sapienza, ed ebbe uffici in curia. Ingegno forte ed enciclopedico, ma d'indole bizzarra, sostenne solenni dispute pubbliche a Roma e a Venezia: in quest'ultima città, dopo la disputa, durata sette giorni, *de omni re scibili*, gli fu concessa la cittadinanza ad honore. Tenne anche per molti anni la cattedrale di filosofia morale all'Università di Padova.

Pubblicò oltre cento opere - grande l'erudizione, scarso lo spirito critico - da lui stesso recensite in *Myrothecium* (Padova 1675), e molte ne lasciò inedite. Si ricordano: Cortina d. Augustini de praedestinatione et gratia (Parigi 1648) contro il giansenismo; *De clavibus Petri* (Roma 1660); *Scholae theologicae positivae* (ivi 1664); *Collationes s. Thomae et Scoti* (3 voll., Padova 1671-80), che è l'opera principale.

BIBL.: Joannes S. Antonio, *Bibliotheca universa Franci-sana*, I, Madrid 1732, p. 362; Sommervogel, V, col. 244; Hurter, IV, coll. 361-67; E. Amann, *S. V. in DThC*, IX, coll. 1461-64; Sbaralea, I, pp. 276-79; III, p. 308-15.