MAES (Masius), ANDREAS. - Orientalista belga, n. nel 1514 a Lennick-lez-Bruxelles, m. presso Clèves nel 1573. «Primus» della Facoltà delle arti di Lovanio nel 1533, perfezionatosi nelle lingue
latina, greca ed ebraica, a Roma imparò il siriaco e anche (ma solo poco, sembra) l'arabo (1547-48; 1551-52).
M. fu il primo europeo che compose una grammatica e un lessico del siriaco, riprodotti da Arias Montano nella Polyglotta di Anversa. Pubblicò in versione latina due antichi testi siriaci; poi un'opera di polemica contro i calvinisti, In Deut. c. XVI et seq. annotationes (J.-P. Migne, Cursus completus Scripturae S., 7-8),
ed un De paradiso commentarius (Anversa 1569). Ma la sua opera principale è il commento a Giosuè (Josue imperatoris historia illustrata atque explicata, ivi 1571), in cui utilizza le sue conoscenze orientalistiche e rabbinistiche; vi inserisce varie riflessioni sulla riforma della Chiesa che a parecchi dispiacquero; in critica testuale, non intende seguire ciecamente il testo masoretico; in critica letteraria, affaccia dubbi sull'autenticità del libro di Giosuè; per tali opinioni progressiste il lavoro di M. fu condannato dall'Indice di Lisbona nel 1581 e proibito «donee corrigatur» da Quiroga, poi da Sisto V e Clemente VIII.