MAESTRE PIE FILIPPINI

MAESTRE PIE FILIPPINI. - Nel 1692 il card.
M. A. Barbarigo, vescovo di Montefiascone, chiama-
va dalla vicina Viterbo la ven. Venerini (v.) per

dare inizio nella sua città ad una scuola sul tipo di quella fondata da essa a Viterbo. In breve la Venerini aprì ben 10 scuole in vari paesi della diocesi, e si preoccupò anche della formazione delle maestre per la continuazione dell'opera. A Montefiascone conobbe s. Lucia Filippini (v.), giovane educanda del monastero di S. Chiara, che il Barbarigo prepose alle scuole aperte dalla Venerini, tornata dopo due anni a Viterbo.

La direzione di queste scuole rimase sempre nelle mani del card. Barbarigo, come una istituzione propria della sua diocesi. Il cardinale mai permise che si accettassero fondazioni fuori del suo territorio. Egli stesso ne dettò le regole e ne prescrisse l'abito. Così questo Istituto, quantunque avesse una fisionomia identica a quello delle Maestre Pie di Viterbo, fin dall'inizio fu una istituzione distinta, tanto che le maestre erano chiamate Maestre Pie del card. Barbarigo, o Maestre Pie Operai, perché sotto la guida didattica e spirituale dei Pii Operai. Il nome attuale risale ai primordi del secolo scorso.

Dopo la morte del Barbarigo l'Istituto poté varcare i confini della diocesi e furono aperte scuole in vari paesi dello Stato Pontificio, in Toscana e nel Regno di Napoli, con vivo rifiorire della vita spirituale fra le giovani.

Nel 1707 l'elemosinire apostolico mons. A. Bonaventura istituì per le Maestre Pie di Montefiascone una scuola a Roma presso S. Lorenzo ai Monti alla quale ne seguirono altre dieci. In breve l'elemosinire apostolico divenne il superiore delle scuole e delle Maestre Pie, mentre le case di Montefiascone continuarono a restare sotto la guida del vescovo. Con breve di Leone XII del 3 marzo 1828 le case esistenti fuori Roma vennero sottoposte ai rispettivi Ordinari mentre le Maestre Pie di Roma restarono sotto il governo dell'elemosinire segreto; ma Leone XIII il 21 marzo 1896 riunì le M. P. F. sotto un'unica superiore generale residente in Roma, alle dipendenze dell'elemosinire apostolico. Quelle della diocesi di Montefiascone non accettarono questa fusione e continuarono a restare indipendenti; con decreto vescovile del 20 luglio 1926 furono riconosciute quale Congregazione diocesana, pur in intima comunione spirituale con il resto dell'Istituto, il quale conta oggi oltre 1000 maestre in 100 case ed è distribuito in due province: Italia e Stati Uniti nello Stato di Nuova Jersey.

BML.: P. Bergamaschi, Vita della ven. Lucia Filippini, Montefiascone 1916; C. Salotti, La s. Lucia Filippini, Roma 1930; Archivio della S. Congr. dei Religiosi, R. 25. Silverio Mattei