Educata con cristiana severità, dopo un lieve tentennamento, con recisa volontà e sotto la sapiente guida spirituale dei Gesuiti, si diede a vita di alta perfezione. Seguendo l'impulso verso l'apostolato pratico, sin dal 1682 iniziò in casa sua una specie di scuola di catechismo, con rosario serale per le ragazze del popolo e le loro madri; da qui si sviluppò l'idea di una vera e propria scuola pubblica. La prima «Scuola Pia» fu aperta il 30 ag. 1685, al preciso scopo di istruire le fanciulle del popolo nella religione, formarle ad una vera vita cristiana e prepararle alla vita civile. Gran merito nella sua impresa, molto difficoltosa, ebbe il p. Ignazio Martinelli, per lunghi anni suo direttore spirituale (m. nel 1716). Il vescovo della vicina Montefiascone, card. M. A. Barbarigo, chiamò la V. nel 1692 nella diocesi; col suo efficace appoggio, la V. riuscì, entro due anni, ad aprire ed organizzare le Scuole Pie femminili quasi in tutti i paesi della diocesi. Finché visse il Barbarigo (m. nel 1706) essa ne ritenne la sopran-tendenza, mentre la direzione fu affidata, dietro suo consiglio, a s. Lucia Filippini (v.). La V. poi, superando due difficoltà e con una fermezza ammirabile, aprì in seguito e fino alla sua morte una quarantina di Scuole Pie. Dal 1713 fissò la residenza a Roma; il 24 ott. 1716 ricevette una solenne visita di Clemente XI, grande ammiratore e fautore della sua opera, nella stessa Scuola Pia di Roma. La sua provvidenziale istituzione continua sotto Maestre Pie Venerini (v.).
Il grande merito della V. sta in questo: fino al suo tempo l'istruzione femminile popolare era quasi nulla. Qualche raro monastero di clausura o conservatorio e qualche città spesso senza continuità, aveva provveduto in qualche modo allo scopo. La V. portò la scuola e le Maestre, solidamente formate, fuori dei conventi, nei paesi anche piccoli, a diretto contatto con il popolo, assicurando in pari tempo la stabilità con una organizzazione centra-lizzata. Felice anche la sua idea di mantenere, per regola, un vivo contatto con le ragazze anche dopo che avevano terminato la scuola e con le loro mamme, creando così intorno alle singole scuole un centro di vita cristiana stabile e operante. La V. fu beatificata da Pio XII il 4 maggio 1952.