MAESTRE PIE VENERINI

MAESTRE PIE VENERINI. - Furono fondate a Viterbo il 30 ag. 1685 dalla ven. Venerini (v.), con l'approvazione del vescovo card. Urbano Sacchetti e con lo scopo della cristiana educazione ed istruzione della gioventù femminile, specie del popolo. Le maestre erano chiamate, talvolta, anche Maestre Pie Teatine, gesuite o gesuitesse, perché sotto la direzione dei Gesuiti.

Nel 1694 la Venerini meditò nuove fondazioni e già prima del 1700 aveva aperto due scuole a Bagnai ed Oriolo. Ne seguirono altre fuori la diocesi di Viterbo, per cui nel 1713 l'Istituto contava 19 case in sette diocesi, e nel 1728, alla morte della fondatrice, 40. Intanto nel 1713 s'era aperta una casa a Roma, e si ebbe un cardinale protettore. L'Istituto, che nel 1800 contava 46 case, passata la bufera napoleonica le vide ridotte a 27. Dopo il 1814 mons. A. G. Severoli, vescovo di Viterbo, poi cardinale, si adoperò molto per farlo rifiorire, e pretese di avocare a sé il governo e fare a meno della madre generale e del cardinale protettore, accampando l'esempio di Montefiascone, dove le Maestre Pie Filippini erano sotto la diretta dipendenza del vescovo. Si ebbero così quasi due Istituti di Maestre Pie: uno diocesano a Viterbo, dipendente dal vescovo, l'altro interdiocesano a Roma: la scissione durò dal 1822 al 1875. Nel frattempo l'Istituto subì altre prove. Leone XII volle che le scuole e le Maestre Pie fuori Roma, di qualsiasi origine, fossero sottoposte ai rispettivi Ordinari, creando così altrettanti piccoli

Istituti diocesani, ai quali furono imposte le Regole già approvate nel 1760 dalla S. Sede per le Maestre Pie Operai (Filippini). A Roma stessa furono create due famiglie distinte di un unico istituto: quella che dipendeva dall'elemosinire apostolico, e quella che dipendeva dal cardinale datario. Però, sotto Gregorio XVI, il card. A. Rivarola ottenne ben presto il pieno ristabilimento dell'Istituto Venerini dentro e fuori Roma; e per sua cura nel 1836 si ebbe una nuova edizione delle Regole conformi allo spirito della fondatrice, e adattate ai tempi; Regole poi approvate dallo stesso Gregorio XVI.

La soppressione degli Ordini religiosi decretata dal governo italiano e l'obbligo per le maestre di essere diplomate dallo Stato, ne arrestarono dapprima la rinascita, divenuta in seguito molto promettente, tanto che presentemente le maestre sono oltre 600 in 75 case, con un noviziato ad Ariccia Nuova (Italia) e uno a Fitchburg (U. S.A.). Pio XII nel 1941 costituì l'Istituto in una Congregazione religiosa con voti, mentre prima le suore, pur vivendo una vita del tutto religiosa, non emettevano voti pubblici.

BML.: G. Löw, Positio super virtutibus [Rosae Venerini] ex officio compilata (S. R. Cong. Sectio Historica, 48), Città del Vaticano 1942, pp. XXIV-XXXIX (con ampia documentazione ed esauriente bibl.). Silverio Mattei