MAESTRI CATTOLICI

MAESTRI CATTOLICI. - L'organizzazione magistrale cattolica italiana fa capo a due fiorenti associazioni: il Movimento maestri di Azione Cattolica e l'Associazione Italiana M. C., ciascuna con proprio statuto e propria vita organizzativa, complementari fra loro, cioè l'una in funzione dell'altra: collegamento e accordo che ne garantiscono la vitalità e l'azione unitaria.

Nel 1900 ebbe vita in Italia la prima organizzazione dei maestri che si chiamò « Unione magistrale nazionale » con il proposito di rialzare le sorti della educazione nazionale e di tutelare le condizioni economiche e giuridiche dei maestri. L'unione, che raccolse l'adesione generale, garantiva nel suo statuto l'assoluta neutralità politica e religiosa e il pieno rispetto di tutte le convinzioni. Ben presto però, contrariamente allo statuto, prese posizione precisa a favore della scuola laica. I cattolici, costretti ad uscirne per questione di dignità, di libertà e di coscienza, nel 1906 fondarono l'Associazione magistrale italiana « Nicolò Tommaseo » con il proposito di conciliare la doverosa tutela degli interessi magistrali con l'incremento della istruzione e della educazione popolare sulla base dei principi cristiani. La « Tommaseo » ebbe vita fiorente fino al momento in cui il regime fascista soppresse tutte le associazioni professionali e di categoria ed essa dovette, nel 1929, sospendere senz'altro la sua attività. I m. c. aderirono alla sezione « Maestri di Azione Cattolica ».

Questa, propostasi la formazione religioso-morale dei maestri stessi per l'apostolato nella scuola, riuscì a tenere uniti, mediante una regolare, per quanto necessariamente limitata attività, alcune migliaia di maestri, costanti nel perseguire, nonostante le difficoltà, l'ideale di una missione educativa, ispirata alla dottrina di verità. L'importanza e l'efficacia di tale sezione si rivelarono negli anni 1944-45 quando, caduto il regime fascista, si affermò impellente la necessità di una grande associazione magistrale che raccogliesse le tradizioni della « Tommaseo » e, organizzandosi, formulasse un programma, secondo le mutate esigenze. Gli iscritti alla sezione chiamarono a raccolta i colleghi; la rete organizzativa diocesana si allargò e sorse così l'Associazione Italiana M. C. a cui Pio XII il 4 nov. 1945 additò come scopo specifico di: « procurare e promuovere la perfetta formazione del maestro, fornirgli i mezzi per adempiere nel miglior modo possibile la sua faticosa, ma grande e nobile missione ». Il sindacalismo unitario e la prassi democratica diedero fisionomia precisa alla nuova associazione professionale, apertamente ispirata ai principi cattolici, con il richiedere la semplice adesione a detti principi, ma senza vincolare l'opinione politica dei singoli iscritti: associazione presindacale e di massa. Nel sett. 1946 il sommo pontefice Pio XII dava i nuovi statuti alla Azione Cattolica italiana. In considerazione dell'asso-

luta esigenza di un nucleo apostolico che costituisce la permanente ossatura di una associazione di massa (la esperienza della sezione Maestri era stata rivelatrice) e della necessaria formazione specifica all'apostolato, a proposito di elementi tanto influenti sulla vita sociale come i maestri, questi statuti contemplavano accanto alle grandi organizzazioni già esistenti una nuova associazione di Azione Cattolica (non più una sezione) e cioè il « Movimento Maestri di Azione Cattolica ». L'organizzazione magistrale ebbe così il suo definitivo assetto: da una parte la grande associazione di massa, professionale e presindacale, richiedente la semplice adesione ai principi cattolici, dall'altra un movimento di animatori alla pari delle altre associazioni di Azione Cattolica, che impegnasse ad una speciale e diretta collaborazione con l'apostolato gerarchico della Chiesa. I maestri che, quali militanti, si sentono chiamati ad una più impegnativa attività apostolica, si iscrivono al « Movimento di Azione Cattolica » e ne ricevono la formazione specifica; ma lo statuto stesso del movimento li indirizza tutti alla « Associazione Italiana M.C. » (A.I.M.C.) dove tra i colleghi e con i colleghi svolgono ogni attività esterna. All'A.I.M.C. compete la vasta e multiforme azione professionale; l'affermazione e l'irradiazione sociale. I m. c. hanno avuto la maggioranza in tutte le competizioni democratiche per gli organismi elettivi del settore specifico (Sindacato magistrale, terza sezione del Consiglio superiore della pubblica istruzione, Ente nazionale assistenza magistrale) fino a raggiungere una percentuale dell'80% sui votanti.

L'organizzazione del Movimento Maestri di A. C. è diocesana e si articola in gruppi al centro-diocesi e in nuclei nei centri minori; le nomine dei presidenti e dei vice presidenti competono all'autorità ecclesiastica, come per gli altri rami di Azione Cattolica. Iniziative principali del Movimento Maestri sono i corsi di formazione e le scuole di apostolato nazionali, regionali, diocesane. Organo del Movimento è il mensile Lettera fraterna completato dal Sussidiario per i dirigenti e da La Via per i diplomandi dell'Istituto Magistrale. L'organizzazione dell'A.I.M.C. è diocesana con coordinamento provinciale e si articola in sezioni locali che fanno capo ai consigli diocesani, provinciali, nazionali. Gli organismi dirigenti sono eletti dai soci. Il Congresso nazionale elegge ogni tre anni il Consiglio nazionale. Attività e iniziative importanti nazionali e periferiche dell'A.I.M.C. sono il Centro studi, il Segretariato di Assistenza magistrale, l'Ufficio presindacale, l'Ufficio educazione popolare con il suo centro di tecnica didattica, le ormai tremila scuole per adulti analfabeti e semianalfabeti sparse in tutta Italia e la cattedra ambulante di cultura popolare, le attività specifiche per i direttori e ispettori, per i giovani maestri, per le maestre di Scuola materna, la casa editrice Il Maestro, la rivista mensile per educatori, L'indice d'oro, che tratta di arte e letteratura per ragazzi, la Villa « Il Maestro » che ospita i convegni e le riunioni dell'Associazione e i maestri di passaggio per Roma.

L'A.I.M.C. pubblica il mensile Il Maestro per tutti i soci, il bimestrale Dirigenti A.I.M.C. per i dirigenti, il mensile Notiziario sindacale.

BIBL.: Statuto dell'Azione Cattolica Italiana, Roma s. a.; Statuto Regolamento dell'Associazione Italiana M. C., Roma 1945. Maria Badaloni

MAESTRI OSTIARI DI « VIRGA RUBEA ». - I m. o. di « V. r. » sono ecclesiastici della cappella pontificia che hanno in essa e nelle funzioni e processioni pontificie la cura e la custodia della croce papale. Essi, in tali occasioni, si recano a prendere la detta croce nell'anticamera d'onore del Palazzo Apostolico e la recano nella sala dei paramenti, ove la consegnano all'ultimo uditore di Rota, che la porta, nel corteo, dinanzi al papa. Giunto il corteo in cappella, l'uditore riconsegna la croce papale al m. o. di « V. r. », che sempre gli sta al fianco e che durante tutta la cerimonia la pone in cornu Evangelii in apposito zoccolo forato. Finita la funzione, il m. o. di « V. r. » restituisce la croce all'uditore di Rota, che

la porta fino alla sala dei paramenti, ove il m. o. di « V. r. », presala, di nuovo la riporta nell'anticamera d'onore.

I m. o. di « V. r. » formano collegio e sono nominati dal papa con biglietto di monsignor maggiordomo, da cui poi dipendono. Sono famigliari del papa e, mentre in passato furono numerosi, attualmente sono due. Vestono sottana, fascia con fiocchi, collare di seta paonazza, mantellone di saia o scotto di egual colore, calze di seta nera e scarpe con fibbie.

Questi ecclesiastici si chiamano ostiari perché per gran tempo ebbero affidata la custodia della porta (latino ostium) della sala dei paramenti, cioè di quella stanza ove sopra di un letto (residuo di antiche usanze pontificie) sono collocati i paramenti, che deve assumere il pontefice. Hanno poi aggiunta anche la denominazione « a virga rubea » portando essi una verga o bastone lungo ca. 2 palmi, coperto di velluto rosso, ornato all'estremità e nel mezzo di cannelli di lastra d'argento. Gli ostiari sono presenti nella famiglia pontificia fin dal suo primo sviluppo. Come collegio si trovano già organizzati nel sec. XII: 2 maestri uscieri « de virga rubea », si trovano ricordati in un ruolo sotto Paolo IV (1555). Gli Statuti dei m. o. di « V. r. » furono confermati da Clemente X con la cost. In apostolicae Sedis dignitatis culmine, del 5 dic. 1671 (edita in Roma dalla Stamperia della R. Camera Apostolica nel 1671).

BIBL.: cod. Vat. lat. 12344, pp. 70-71; F. Buonanni, Gerarchia ecclesiastica, Roma 1720, p. 452; G. B. Gattico, Acta selecta ceremonialia, ivi 1753, p. 272; G. Marini, Degli archiari pontifici, ivi 1784, p. 114; G. Moroni, Dizionario di erudiz. storico-occi., XLI, p. 191; T. Ortolan, Cour Romaine, in DThC, III, coll. 1981-82. Guglielmo Felici
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“MAESTRI CATTOLICI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1075. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/maestri-cattolici.