MAESTRO DEL SACRO PALAZZO. - Titolo di un dignitario della Corte pontificia, le cui incombenze hanno subito vari cambiamenti. Solo studi moderni condotti (dal Denife, Altaner, Ehrle, Creytens) sulle fonti autentiche (cost. Cum de diversis d'Innocenzo IV, ripetuta e abbreviata da Bonifacio VIII [2, V, 7, in VI] e la Vita d'Innocenzo IV di N. di Carbio) hanno fatto piena luce sulle origini e sui primi sviluppi di questa carica, creata da Innocenzo IV nel secondo anno del suo pontificato (1244-45). Nell'interesse di quelli che da tutto il mondo confluivano alla sede apostolica, nonché degli stessi curiali, il papa istituì nella sua Corte, allora a Lione, uno studio generale, comprendente teologia, diritto canonico e civile (romano), studio che seguiva la corte, dovunque questa si trovasse.
Il primo maestro noto, ad insegnare teologia in questa scuola fu il domenicano Bartolomeo da Vicenza (detto anche da Breganza), al quale, promosso nel 1252 vescovo di Limassol (Cipro), successe un arcidiacono di Durham (Inghilterra). Nelle relative bolle essi sono detti « regens » e « docens » apud sedem apostolicam. Difatti nei documenti pontifici il titolo Magister S. Palatii appare solo a partire dal sec. XIV. Altro titolo nel sec. XIII è lettore (= professore) del S. Palazzo, usato per Giovanni Pecham e il suo successore Matteo d'Acquasparta ed altri frati minori. Il titolare nel sec. XIII non era ancora del ruolo dei curiali formanti la « famiglia » pontificia. Egli risiedeva anche dopo nel suo convento, e dal sec. XV nel Vaticano, qualche volta nel Quirinale. Dal 1306 in poi la carica era, con qualche eccezione, generalmente affidata ad un maestro dell'Ordine domenicano, al quale rimase poi esclusivamente. Cessata però nei primi anni del Cinquecento la scuola del S. Palazzo, altri incarichi furono attribuiti ai titolari: da Leone X fino al 1925, egli dava l'imprimatur ai libri stampati in Roma; fin dal sec. XV rivedeva i sermoni da tenersi in certi giorni dai procuratori generali degli Ordini mendicanti nelle cappelle pontificali; era anche presidente del Collegio teologico di Roma. Appartiene anche oggi di diritto al S. Uffizio, come pure è prelato officiale della S. Congregazione dei Riti e teologo di fiducia del S. Padre.