MAZZIERI PONTIFICI

MAZZIERI PONTIFICI. - I m. p. (mazzieri Papae, servientes armorum), appartengono al personale subalterno della famiglia pontificia e sono così detti dalla mazza d'argento che portano nelle funzioni. Storicamente i m. p. ebbero i loro statuti confermati nel 1437 da Eugenio IV. Il 12 genn. 1617, poi, furono aggiornati nella forma, in cui ancor oggi si osservano.

I m. p., attualmente in numero di nove, sono nominati dal pontefice per mezzo di monsignor maggiordomo e formano collegio (con cariche interne di decano e segretario), che interviene alle funzioni, in cui celebra o a cui assiste il papa o in sede vacante il S. Collegio, ed è agli ordini dei maestri delle cerimonie. In queste funzioni due m. p. stanno sempre presso l'ingresso della quadratura dei banchi o del presbiterio della cappella alla custodia della porta della transenna (che chiudono durante i discorsi, che ivi si pronunciano) non lasciandovi entrare nessuno. Altri m. p. accompagnano, oltre monsignor sacrista, anche i personaggi, che devono lavare le mani al pontefice. Nelle processioni e benedizioni sostengono le aste del baldacchino, per consegnarle e poi riceverle dai prelati referendari della Segnatura Apostolica, che devono portarle. Nei pranzi pubblici del papa due di essi accompagnano lo scalco e due il coppiere pontificio. Essi portano sempre la mazza, da cui traggono il nome, alzata e poggiata sulla spalla destra e la sostengono con la mano destra; quando la portano calata la pongono sotto il braccio sinistro.

L'abito dei m. p. consiste in un sottabito e vestito nero con bordi di velluto nero, soprana paonazza con finte maniche pendenti di saia o panno trinato come sopra, collare di merletto, spada al fianco con elsa d'acciaio e fibbie alle scarpe. La mazza è d'argento, lavorata ad ornati e reca nella sommità lo stemma del pontefice, che nominò il singolo m. p.

BIBL.: G. Lunadoro, Relazione della Corte di Roma, Bracciano 1650, pp. 16, 392; G. Mabilion, Museum Italicum, 11, Parigi 1724, p. 280; G. B. Gatico, Acta selecta caeremonialis S. R. E., I, Roma 1752, p. 167; Moroni, XLIV, p. 37 seg.: T. Ortolan, Cour romaine, in D'ThC, III, col. 1982. Guglielmo Felici ![page_324_image_1.png](page_324_image_1.png)