di Costantino, ad usurpare la porpora d'accordo con il comes sacrarum largitionum Marcellino. Costante fu ucciso e M. fu riconosciuto imperatore in Gallia, Spagna ed Africa (350).
Ma il più saggio e il più astuto dei tre figli di Costantino, Costanzo II, non poteva né riconoscere l'uccisione del fratello, né tollerare che tutte le provincie occidentali fossero separate dal resto dell'Impero, tanto più che altri usurpatori sorgevano nell'Illirico e a Roma. Preparò per tanto la guerra, che del resto l'impulsivo M. aveva reso inevitabile, avanzando nell'Illirico e nella penisola balcanica. M. fu sconfitto presso Mursa (Osijek), ma ebbe modo di fuggire e di rifugiarsi in Aquileia, donde poi per l'avanzata anche oltremodo lenta di Costanzo passò in Gallia. Sconfitto ancora una volta a Mons Seleucus (La Batie Neuve) si chiuse a Lugdunum, dove, poco sicuro della fedeltà dei suoi, si uccise nell'ag. 353.